Città e Urbanistica

Milano, Fondazione Cariplo lancia il piano di riqualificazione delle periferie degradate

Massimiliano Carbonaro

Un programma triennale da 10 milioni di euro. Firmato l'accordo con l'Aler e il Comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti

«È un progetto che si basa sulla riqualificazione fisica, ma anche sul sostegno morale dei quartieri degradati. Nelle periferie si lavora insieme e occorre non solo operare sulle componenti immobiliari ed economiche, ma in contemporanea con quelle umane e sociali». È questa forse l'unica ricetta - insieme alla buona volontà - con cui pensare di poter agire con speranza per il recupero degli ambiti più emarginati di una città secondo il segretario generale della Fondazione Cariplo Sergio Urbani nell'introdurre la firma al protocollo di intesa tra il Comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti, la stessa Fondazione Cariplo e l'Aler Milano nell'incontro dal titolo emblematico "Insieme per il rilancio delle periferie".

La prima conseguenza del protocollo è la ristrutturazione degli spazi utilizzati dal Comitato per l'organizzazione dei servizi che mette in campo sul territorio. Si tratta di ambienti che saranno progettati per creare un ambiente aperto e di rinnovamento, soprattutto accogliente. La Fondazione Cariplo ha deliberato di stanziare un finanziamento da 140mila euro per sostenere la ristrutturazione con arredi e attrezzature delle due sedi del Comitato per meglio operare all'interno dei tre quartieri. La realizzazione progettuale è curata dal Comitato stesso in collaborazione con la Fondazione housing sociale, mentre Aler Milano dal canto suo riconoscerà i lavori che verranno realizzati come miglioramento nel calcolo del canone di affitto della struttura e fornirà per altro a titolo gratuito degli spazi per il Comitato durante i lavori di ristrutturazione.

«Questa iniziativa - ha aggiunto Urbani - si inserisce nelle attività che Cariplo ha promosso per le periferie, un programma di tre anni con dieci milioni di euro per rendere la periferia non più un oggetto di studio ma soggetto del suo futuro, fatto di tante azioni concrete come questa». Il presidente della Fondazione, Giuseppe Guzzetti, ha spiegato che con la firma si chiude «una storia e una prima fase dei rapporti tra il Comitato e la Fondazione».

Tutto iniziò grazie alla perseverante volontà di Franca Caffa presidente del Comitato e capace di coinvolgere la stessa Fondazione. «Ha fatto sacrifici - ha continuato Guzzetti - vivendo nella realtà di questi quartieri, la rappresentazione che mi fece di questi problemi, del l'urgenza che ci fossero coinvolte istituzioni e autorità mi convinse. Da lì sono nate due cose, da un lato che la fondazione Cariplo ha cercato di dare una mano anche dal punto di vista economico, ma anche c'è stato uno scambio di comunicazioni. Credo che sia stato colto in questo modo il problema delle periferie era veramente centrale perché la nostra città si sviluppasse meglio. Le periferie bisogna veramente portale al centro altrimenti si continua solo a chiaccherare».

Una mossa che si somma ai quattro programmi della Fondazione che interessano le periferie, il recupero delle aree interne, l'impresa sociale e l'occupazione giovanile e per cui sono stati stanziati complessivamente 152 milioni di euro. «Tra i programmi – ha spiegato Guzzetti - che vedranno impegnati la nostra Fondazione c'è Periferie sociali, una iniziativa che punta a migliorare la qualità della vita nelle periferie attraverso la riqualificazione urbana e architettonica e ambientale, il rafforzamento della coesione sociale, lo sviluppo dell'imprenditoria sociale e culturale. Si tratta di un piano pluriennale che verrà avviato nei prossimi mesi». È un progetto che si basa sulla riqualificazione fisica e morale dei quartieri. «Questo accordo – ha sottolineato Gian Valerio Lombardi, Presidente Aler – che abbiamo fatto insieme alla Fondazione Cariplo e al Comitato è un esempio delle cose che si possono fare nei quartieri più difficili».

Da più di venti anni il Comitato costituisce un punto di riferimento per gli abitati dei quartieri Aler Calvairate, Molise e del quartiere comunale Ponti con una serie di servizi che partono dallo sportello casa e inclusione; sportello manutenzione ordinaria e straordinaria; doposcuola; alle feste e promozioni culturali. «Noi non abbiamo mai pensato che Aler fosse l'unico responsabile della situazione – ha commentato la signora Caffa – ma riteniamo che siano le istituzioni che dovrebbero farsi carico del cumulo di esclusione depositato nei quartieri. Spesso non siamo riusciti a realizzare tutte le iniziative perché si tratta di situazioni di forte degrado, oggi il nostro lavoro riceve il riconoscimento e il sostegno della Fondazione e di Aler». Ci sarà anche una ristrutturazione organizzativa nel comitato che diventerà una Onlus per preservare il futuro dell'iniziativa che deve andare oltre le persone che l'hanno fatta nascere.


© RIPRODUZIONE RISERVATA