Città e Urbanistica

Ostelli e ristoranti nelle case cantoniere Anas: pronto il piano per le prime 30 trasformazioni

Alessandro Arona

Anas, Beni Culturali e Infrastrutture, Demanio: subito 30 case, poi altre 120, in concessione ai privati per un turismo culturale e sostenibile

Recupero delle case cantoniere Anas "più interessanti", quelle con potenzialità turistica, per farne ostelli per pellegrini, ristoranti e locande, negozi per la vendita di prodotti tipici, bed & breakfast.
La firma avvenuta oggi tra Anas, ministero per i Beni Culturali, ministero delle Infrastrutture e Agenzia del Demanio risponde al duplice obiettivo di utilizzare meglio il vasto patromonio (demaniale) di case cantoniere Anas, 1.244 edifici sparsi in tutta Italia di cu circa la metà oggi inutilizzati, un obiettivo di cui si parla da dieci anni senza risultati concreti; e di rilanciare un modello di turismo "sostenibile" e culturale finora trascurato in Italia ma su cui il nostro Paese potrebbe avere grandi potenzialità: percorsi ciclo-turistici, percorsi religiosi, percorsi legati all'enogastronomia e ai tesori culturali di provincia. Progetti a cui tengono molto sia il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio (nella legge di Stabilità viene creato un fondo da 91 milioni di euro per le piste ciclabili turistiche e tre milioni per i «cammini» turistici).

CASE CANTONIERE, UN VIAGGIO FOTOGRAFICO

L'accordo è avvenuto alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, del Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani e del Direttore dell'Agenzia del Demanio, Roberto Reggi. La firma avvia un progetto pilota tra Anas, i due Ministeri e il Demanio che riguarderà per ora circa 30 case cantoniere, ma dal lavoro preparatorio è emerso che quelle con "alta potenzialità turistica" sono almeno 150, su un totale di 650 non utilizzate e potenzialmente destinate a progetti di riqualificazione.

Nel primo gruppo di "case cantoniere", le trenta da valorizzare subito , troviamo gli edifici Anas a Ponte di Legno, sul passo del Tonale, sul Grand San Bernardo, in Val d'Aosta, sul Moncenisio, ad Exilles in val di Susa, a Salò sul lago di Garda, moltissime sull'appennino tosco-emiliano, a Matera, ad Altamura, lungo la via Appia e la via Francigena.

Successivamente saranno compresi il cammino di Francesco (La Verna-Assisi), il cammino di San Domenico, il circuito del barocco in Sicilia, la Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), la Ciclovia Ven.To (Venezia Torino).
«L'operazione rientra in una politica di cura dei beni pubblici e di attenzione al territorio – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio – che si esprime in altre azioni del Governo, volta alla valorizzazione di edifici e infrastrutture esistenti, per favorirne la fruizione da parte dei cittadini in tutto il Paese. Oltre a garantire servizi e infrastrutture di trasporto efficaci, veloci e intelligenti, vogliamo in questo modo evidenziare anche un altro modo di viaggiare, più lento e sostenibile, più attento al paesaggio, alla sosta, alle emergenze storiche e culturali. Con la firma di questo protocollo, le Case Cantoniere di Anas ritorneranno ad essere simbolo positivo di un'identità italiana diffusa di accoglienza e di relazione tra le persone».

Il progetto pilota sarà pronto entro il 30 giugno 2016 e subito dopo partiranno i relativi bandi per affidare a privati in concessione, con priorità ai giovani, la gestione delle attività turistiche.

«Le Case Cantoniere distribuite lungo tutto il territorio nazionale e contraddistinte dall'inconfondibile colore rosso pompeiano – ha dichiarato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini - costituiscono un brand formidabile per promuovere quel turismo sostenibile necessario allo sviluppo sociale, economico e culturale dei tanti territori ricchi di arte, tradizioni enogastronomiche e bellezze paesaggistiche che rendono l'Italia un Paese unico al mondo. Grazie alla voglia di fare di chi saprà cogliere questa opportunità, luoghi oggi abbandonati diverranno ostelli, ciclofficine, punti di ristoro per tutti quei viaggiatori che vogliono scoprire l'Italia al giusto ritmo».

Nei prossimi mesi saranno quindi definiti i piani di utilizzo (Turismo, Cultura, Accoglienza, Ristorazione, Ospitalità, etc.) delle Case Cantoniere inserite nel progetto, la tipologia dei servizi che offriranno e che andranno ad ampliare quelli a supporto delle attività di esercizio e manutenzione della rete stradale mantenendone la disponibilità.

Su tutto il territorio nazionale l'Anas possiede 1.244 Case Cantoniere (di cui 607 sono utilizzate a vario titolo – uso istituzionale o di supporto alle attività di esercizio) di cui il 35% indisponibile per valorizzazione perché sedi istituzionali, il 55% parzialmente disponibili sulla base delle analisi dei flussi di clienti, il 10% ad alto potenziale turistico.

L'iniziativa è orientata su target specifici e qualificati, in particolare quella dei giovani italiani ed europei classificati come "Energy", stranieri senior e italiani locali "Relax", italiani e stanieri all ages "Foodies" e stranieri e italiani che cercano percorsi alternativi ed originali stile "Routard".

«L'idea è di aumentare i servizi al cliente stradale – ha aggiunto il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani – sviluppare un brand associabile a concetti di autenticità, genuinità, legame con il territorio. Inoltre questo progetto vuole essere un impulso all'imprenditoria, soprattutto giovanile, e all'occupazione sociale, nel rispetto dei profili di sostenibilità ambientale, efficienza energetica, di sicurezza e di innovazione delle infrastrutture e rientra nell'importante riassetto e nella ridefinizione delle competenze e delle responsabilità sociali di Anas».

«La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico - ha dichiarato il direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi - è oggi una grande opportunità per realizzare progetti concreti di slow travel, rimettendo in funzione beni abbandonati lungo itinerari turistici e culturali di grande valore. L'Agenzia del Demanio è impegnata a fianco degli altri Enti pubblici per promuovere iniziative che restituiscano nuova vita agli immobili in disuso, anche minori, lungo i più suggestivi percorsi religiosi, culturali e naturalistici italiani, rispondendo così a un'esigenza collettiva sempre più forte di recupero di luoghi pubblici, con il rilancio dell'imprenditoria e dell'occupazione».

Quella di valorizzare edifici e immobili è per il Governo «un tema centrale perché paradigmatico di una politica della cura e del mantenimento del territorio decisiva per far recuperare il Paese». Lo ha detto il ministro dei trasporti, Graziano Delrio, presentando l'accordo per la riqualificazione delle case cantoniere.
Delrio ha ricordato che oltre a questo c'e' il tema dei fari, delle ferrovie storiche e per la mobilità sostenibile. «L'operazione rientra in una politica di cura dei beni pubblici e di attenzione al territorio che si esprime in altre azioni del governo volta alla valorizzazione di edifici e infrastrutture esistenti per favorirne la fruizione da parte dei cittadini. Dobbiamo fare in modo che questi interventi dopo i primi 30 progetti pilota arrivino a qualche centinaio - ha aggiunto - cosi potremo raccontare al mondo un successo di livello italiano».


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