Città e Urbanistica

Proposta Inu: ecobonus «potenziato» per guidare le riqualificazioni delle città

Massimo Frontera

L'Istituto nazionale di urbanistica lancia oggi all'Urbanpromo di Milano una proposta di riforma degli standard urbanistici per farne una leva di trasformazione urbana

Potenziare gli incentivi fiscali per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energico su scala urbana, abbassando invece lo sgravio negli ambiti che non sono interessati da trasformazione complessa. La proposta arriva dall'Istituto nazionale di urbanistica e viene lanciata ufficialmente stamattina all'Urbanpromo , il salone dedicato ai temi del rinnovamento urbano, in svolgimento a Milano in questi giorni e fino al 20 novembre negli spazi della Triennale.

La proposta dell'Inu punta a concentrare la leva fiscale sugli ambiti urbani sui quali si decida di realizzare un progetto complesso di trasformazione, assentito dall'ente locale e costruito sulla volontà politica e sul coinvolgimento di soggetti pubblici e privati. La proposta si iscrive in un più ampio progetto di riforma proposto dall'Inu, che riguarda i cosiddetti "standard urbanistici", cioè la dotazione di spazi e funzioni pubbliche da assicurare ai cittadini per il benessere urbano, come spazi verdi, scuole e reti di servizi. «La norma che fissa gli standard urbanistici è stata una grande conquista, ma risale ormai a quasi cinquanta anni fa», esordisce Silvia Viviani, presidente dell'Inu e principale animatrice della proposta che viene illustrata nel convegno di oggi all'Urbanpromo milanese ("Nuovi standard per nuovi bisogni", presso la Sala Lab della Triennale, ore 09,00-12,30 ).

«Quelle regole sono state pensate per la città in espansione - aggiunge la presidente degli urbanisti - ma il campo di intervento che abbiamo oggi di fronte è la città costruita, non il suolo libero, che invece dobbiamo salvaguardare. In più oggi ci sono nuove esigenze: assicurare la sostenibilità ecologica, l'inclusione e il benessere sociale, l'innovazione tecnologica e la connettività, il rendimento energetico il basso consumo di risorse, la resilienza naturale e sociale». Un elemento come il verde pubblico offre lo spunto per capire il passaggio concettuale dalla quantità alla qualità. «Le regole fissate dal decreto ministeriale del 1968 sugli standard impongono una certa quantità di verde, e questo resta un diritto - argomenta la Viviani - ma oggi i diritti sono molteplici e dobbiamo parlare di qualità: il verde è riforestazione urbana per abbattere il calore, ma è anche l'area che si rinaturalizza all'interno della città, ed è una componente permeabile e filtrante della città costruita che permette di reagire meglio alle bomba d'acqua. Tutti questi sono elementi che hanno una capacità prestazionale, e se ne deve tenere conto nel fare i conti delle urbanizzazioni».

In questo standard "complesso" - che diventa la leva per riqualificare la città - si inquadra appunto il nuovo bonus fiscale potenziato: «Gli incentivi su ristrutturazioni ed efficientamento energetico non possono più essere componente puntuale - conclude Viviani - ma una parte delle risorse a disposizione: se è vero che la città non si trasforma tutta insieme ma per pezzi, allora gli incentivi "micro" e "macro" possono essere concentrati sulle aree che verranno indicate dal Comune, come parti privilegiate di intervento, con adeguamenti e sostituzioni edilizie».

Con la prima presentazione di oggi, parte anche il percorso di progressivo affinamento della proposta dell'Inu che, sottolinea Viviani, resta aperta ai liberi contributi e proposte di specialisti e non specialisti. Il testo sarà presentato nella sua forma finale e definitiva in occasione del congresso nazionale dell'Inu il 29 e il 30 aprile prossimi a Cagliari.


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