Città e Urbanistica

Piano casa, un anno in più in Puglia: verso la proroga anche Piemonte, Liguria, Toscana. Il punto sugli ampliamenti

Jada C. Ferrero e Maria Chiara Voci

Ieri la proroga della scadenza in Puglia. Rimangono cinque le Regioni con termine fissato a fine anno. In quasi tutte sono già pronte le norme per l'allungamento dei tempi

Regioni sulla via della proroga per i cosiddetti Piani casa ovvero la facoltà "straordinaria" di ampliare immobili oppure di demolirli e ricostruirli (risanati e smart) con bonus di cubatura: era una "finestra" normativa ipoteticamente a tempo, promossa dal governo Berlusconi IV nel 2009 con la previsione che sarebbe stata aperta per 18 mesi, in deroga ai piani regolatori. Nel tempo, salvo rare eccezioni (Emilia Romagna e Lombardia l'hanno lasciata scadere), l'opportunità è stata di anno in anno prolungata – spesso con due righe al fondo delle leggi regionali di bilancio – e in qualche caso arricchita e rimodulata (in Veneto, l'unica area boom, dove vige il Piano Casa Ter).

Dopo l'ok delal Puglia che ieri ha dato il via libera a un altro anno di vita per il bonus sugli ampliamenti, rimangono cinque le Regioni con la finestra che si chiude tra fine anno e inzio 2016. Piemonte, Toscana e Liguria, sono già sull'orlo di una nuova estensione. In Campania e Abruzzo non ci sono ancora passi formali, ma il passato insegna che spesso la proroga è arrivata sul filo di lana.

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Puglia
In Puglia il dado è tratto: lo scorso 21 ottobre, unanimemente in commissione, è stata decisa un'ulteriore proroga del Piano casa, questa volta al 31 dicembre 2016. L'allungamento era all'ordine del giorno del Consiglio regionale di ieri che ha approvato la proroga all'unanimità. Oltre alla prorogasono state aèpèortate due piccole modifiche alla legge regionale 14/2009 per fugare alcuni dubbi interpretativi sollevati in fase di applicazione. Il primo riguarda un chiarimento sul requisiti della «residenzialìtà» , in relazione agli edifici ammessi al bonus. Il secondo , sottolinea che nei procedimenti regolati dal Piano territoriale regionale (Pttr) e nei procedimenti connessi di natura urbanistica e ambientale, il parere del soprintendente si intende obbligatorio e non vincolante. «Con questo articolo aggiuntivo di fatto si modifica la legge regionale 20 del 2009», si spiega in una nota.

Liguria
La Liguria punta a rendere lo strumento permanente, a farne una leva: per la rigenerazione del parco immobili, per il comparto edile esangue. I premi per ampliamenti migliorativi e sostituzioni diventano un'opportunità costante, non più solo una "finestra", come già succede dalle origini in Val d'Aosta e con una strada abbracciata in corso d'opera, in Umbria. Secondo il Ddl ligure approvato il 19 ottobre dalla (nuova) Giunta Toti i Comuni dovranno inserire in pianificazione norme per la riqualificazione del patrimonio edilizio in conformità ai principi e alle misure di premialità previste dalla legge, per agevolare strutturalmente il rinnovo di quanto si trovi in condizioni di rischio idrogeologico o di incompatibilità urbanistica e paesaggistica. Cresce – da 170 a 200 metri cubi – il massimo ampliamento ammesso. Non solo. Lo strumento normativo, per ampliamento o cambio d'uso, è esteso anche alle pertinenze degli edifici esistenti (alla data del 30 giugno 2009) che non superino i 200 metri cubi. Si apre inoltre agli edifici condonati, fin qui esclusi. La percentuale di ampliamento degli edifici da ricostruire dopo demolizione sale dal 35% al 50% per quelli che si trovano in aree esondabili o in zona di frana e che sono ricostruiti in zone sicure. In Liguria, dove lo strumento è valido anche per il non residenziale – non ovunque è così – il Ddl ha intanto suscitato un mare di preliminari polemiche: ha appena cominciato il suo cammino in commissione, prima di approdare in Aula. Ancora possibili significative modifiche.

Piemonte
Proroga possibile, anche qui un altro anno, per il Piano casa del Piemonte. Ma solo in attesa che la legge di riferimento (la 20 del 2009, più volte modificata e in modo sensibile nel 2011) possa trasferire, in tutto o in parte, i suoi contenuti all'interno della struttura di un testo più ampio e generico, per il recupero del costruito. A due mesi dalla scadenza delle opportunità per chi vuole ampliare o demolire e ricostruire in deroga, pare questa la direzione verso cui si dirige la Regione guidata da Sergio Chiamparino. Anche se, ufficialmente, non c'è ancora conferma.
A sua volta il disegno di legge per il riuso di ciò che già è edificato non esiste ancora in via formale, ma gli uffici all'Urbanistica ci stanno lavorando: posticipare alla fine del 2016 la chiusura della finestra potrebbe concedere uno "spazio ponte" per arrivare all'approvazione della nuova legge. Il testo in arrivo dovrà inoltre amalgamarsi con un Ddl (questo sì già incardinato nelle procedure amministrative), che riguarda la limitazione al consumo di suolo e discende, però, non dal settore di Governo del territorio, ma da quello dell'Agricoltura.

Toscana
Aria di proroga pure per il Piano casa toscano, in scadenza a San Silvestro. La Regione, che vede nella Lr 24/2009 un'opportunità per continuare a far crescere l'edilizia, è intenzionata a concedere bonus volumetrici per tutto il 2016, con gli opportuni aggiustamenti conseguenti alla nuova legge urbanistica 65/2014.

Campania e Abruzzo
Anche in Campania e Abruzzo si avvicina il momento delle scadenze dei termini. Nel primo caso la scadenza è stata fissata quasi due anni fa all'11 gennaio 2016, mentre nel secondo (Abruzzo) la possibilità di ampliare le abitazioni usufruendo di incentivi procedurali e volumetrici scadrà a fine anno. Almeno ufficialmente non si è ancora parlato di proroghe, ma l'esperienza insegna che fino all'ultimo giorno nulla è impossibile.

Le altre regioni
C'è tempo fino a fine 2016 (se non oltre) per progettare un ampliamento in altre regioni come la Sicilia, la Sardegna, il Molise, la Basilicata, il Lazio o il Veneto (dove il bonus per gli ampliamenti ha prodotto 72mila domande con 3,2 miliardi di investimenti ). Lombardia ed Emilia Romagna hanno lasciato scadere le misure senza ulteriori proroghe. Mentre in altre regioni, come l'Umbria o la Valle d'Aosta, le misure premianti previste dal piano casa sono diventate permanenti.


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