Città e Urbanistica

Giubileo, appalti, trasporti, stadio: tutti i dossier del commissario Tronca

Massimo Frontera

Francesco Paolo Tronca, prefetto di Milano, prende il timone della Capitale, dopo l'uscita di scena di Ignazio Marino

Emergenza Giubileo, maxi-gare di opere stradali, nuovo stadio della Roma, dossier Tpl , risanamento delle municipalizzate, bilancio 2016, importanti operazioni immobiliari per centinaia di milioni. Il prefetto Francesco Paolo Tronca, che prende il testimone di Ignazio Marino, non avrà tempo di annoiarsi. Una prima certezza è che - salvo miracoli - i pellegrini che arriveranno l'8 dicembre hanno ottime possibilità di trovare cantieri ancora in attività. Persino nell'ultima riunione della giunta Marino, giovedì sera, oltre ad aver deliberato la pedonalizzazione dei Fori,si è trovato il tempo di ritoccare il programma delle opere per il Giubileo, cancellando una gara per la viabilità in zona Prenestina e inserendo al suo posto due nuovi appalti (Via Gregorio VII e Via Cassia). Quanto al resto, tutte le gare (tranne una) risultano aggiudicate, ma solo due hanno finora operai al lavoro. Alzando lo sguardo su un orizzonte più lungo (non giubilare), in agenda ci sono almeno due questioni sulle quali va presa una decisione. La prima è il maxi-ponte dei Congressi in zona Eur-Magliana. Prima di dimettersi, l'assessore ai Lavori pubblici Maurizio Pucci, assicura di aver messo tutte le firme necessarie per bandire la gara. Vista l'entità dell'opera (il quadro economico è di 190 milioni) si è pensato di incaricare del bando il provveditorato alle opere pubbliche del Lazio. Il dossier sarà uno di quelli caldi all'attenzione di Tronca, anche perché il sostanzioso finanziamento statale, concesso dal governo con il decreto sblocca Italia, ha una scadenza.

È anche pronta la gara da 109 milioni per la manutenzione delle principali arterie della Capitale, gara concepita dalla giunta Marino: un appalto triennale in più lotti con accordo quadro e separazione netta tra lavori e monitoraggio della rete. Anche questa è un'urgenza, perché i precedenti contratti sono già scaduti.
L'intenzione era di pubblicare il bando a novembre . Tra le questioni cui mettere mano da subito ci sono anche i conti del Comune. Il bilancio previsionale 2016 andrebbe approvato entro l'anno, anche se gli enti locali si prendono tempo fino a marzo. Stando alla valutazione di Fitch , nel 2015 Roma dovrebbe raggiungere un pareggio nel bilancio corrente, in miglioramento rispetto al leggero disavanzo inferiore al'1% delle entrate nel 2014. Ma sul debito Fitch si aspetta un aumento nel medio-lungo termine fino a 1,5 miliardi, circa un terzo del bilancio, rispetto agli 1,2 miliardi di fine 2014. Cifra che, aggiunge l'agenzia, raddoppierebbe «considerando il finanziamento del disavanzo di amministrazione, nonché il debito finanziario di Ama e Atac». Le due spa capitoline dei trasporti (Atac) e dell'ambiente (Ama) sono due fronti caldi. Il fallimento dell'Atac è stato evitato in extremis con una ricapitalizzazione di 180 milioni, che comunque non basterà per evitare un rosso di 93 milioni nel bilancio 2015. Tra contributi pubblici male utilizzati e perdite di bilancio l'Atac ha divorato 6,4 miliardi negli ultimi dieci anni. Solo il debito nel periodo 2006-2013 vale 1,2 miliardi. La società capitolina ha 12mila dipendenti che pesano sul bilancio per 550 milioni. La ricerca di un partner privato è una sfida complessa ma inevitabile. Ma in generale tutto il capitolo del trasporto pubblico locale richiede energie.

L'ex assessore renziano Stefano Esposito ha fatto una prima stima di 360 milioni solo per tamponare le urgenze, manutenzioni alla rete di metropolitana, nuovi mezzi, spese per il personale. Poi ci sono i cantieri della nuova linea C della metropolitana da mandare avanti. Un altro fronte caldo è l'Azienda di servizi ambientali. Il 24 settembre scorso l'ex sindaco ha aggredito il bubbone "parentopoli": il cda ha approvato il licenziamento di 60 persone (assunte nel 2008 con chiamata diretta). Ci sono state proteste violente, come pure per la decisione di mandare in gara alcuni servizi, come primo test di esternalizzazione. A fine settembre l'assemblea capitolina ha approvato il rinnovo del contratto di servizio per 15 anni. Non sarà uno scherzo neanche gestire il mega-progetto del nuovo stadio. Anche se il Comune ha già dato tutti i pareri necessari alla realizzazione dell'impianto, ora bisogna accompagnare la valutazione del progetto e la realizzazione di questa opera faraonica che - sulla carta - vale 1,5 miliardi di euro di investimenti; e che vedrà sorgere, di fatto, un nuovo quartiere. Lo stadio sarà infatti circondato da un ricco apparato di residenze, spazi commerciali e servizi, con tre grattacieli firmati dall'archistar Daniel Libeskind, mentre lo stadio è disegnato da Dan Mies. Il tutto sul sedime del vecchio ippodrono di Tor di Valle. Va sciolto il nodo dei costi delle infrastrutture necessarie a servire l'area: strade e metrò. Sempre in nome della continuità amministrativa c'è poi da gestire due importanti operazioni immobiliari, di cui alla giunta Marino va riconosciuto il merito di aver trovato una soluzione. La prima è la riconversione dell'ex Caserma di Via Guido Reni, al Flaminio, che, grazie all'investimento di 200 milioni da parte di Cassa depositi e prestiti, diventerà un moderno e pregiato complesso residenziale con servizi. La seconda operazione è la riqualificazione delle ex torri delle Finanze all'Eur, che grazie alla decisione del gruppo Telecom di farne il suo headquarter, finirà di essere un relitto urbano.


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