Città e Urbanistica

Appalti Giubileo, alla prima gara già scatta il cartellino rosso

Massimo Frontera e Mauro Salerno

Il giorno prima che gli imprenditori fossero stati arrestati, l'Anac ha tirato le orecchie al Comune per non essersi accorto dei collegamenti che hanno consentito a un'impresa inquisita di aggiudicarsi la gara

Sul Giubileo si pensava di essere partiti col piede giusto, anche se con un preoccupante ritardo. E invece no.

Prima - il 13 ottobre - l'Anac bacchetta il Comune sulla prima gara del piano per il Giubileo (scaduta il 5 ottobre scorso), facendo anche emergere un cartello anticoncorrenziale tra due imprese, Travio e Malù Lavori (si scoprirà che il titolare di una delle due imprese ha anche dei procedenti di polizia).
Poi - il 14 ottobre - i carabinieri arrestano i titolari delle due imprese citate, in relazione a un'inchiesta partita settimane prima su un'altra gara, per la manutenzione stradale.
A collegare i due procedimenti, non c'è solo il nome delle due imprese, ma anche un tecnico progettista capitolino, responsabile della progettazione e direzione lavori, da ieri agli arresti domiciliari con l'accusa di aver intascato una mazzetta di 2mila euro in cambio di informazioni utili a presentare un'offerta competitiva.

Insomma, nonostante tutti i fari pubblicamente accesi sul Giubileo e Roma, la banda bassotti è più attiva che mai e continua a provarci come se niente fosse. Come se Mafia Capitale non fosse mai stata scoperchiata, rafforzando la convinzione che - purtroppo - a Roma non si può abbassare la guardia neanche sull'appalto di un marciapiede.

Quello che però - francamente - volevamo risparmiarci è vedere come anche l'amministrazione faccia fatica a mettersi sui binari giusti. E rende ancora più urgente l'arrivo di un nuovo commissario. Le difficoltà a uscire dalle sabbie mobili di Mafia Capitale sono rese plasticamente dall'esito della prima gara per il Giubileo. Cantone ha contestato la Comune anche il mancato coinvolgimento nella scelta dei commissari di gara, come invece prevedevano espressamente le linee guida firmate da Marino e Cantone. Ma soprattutto ha messo in luce come gli uffici fossero arrivati alle soglie dell'aggiudicazione definitiva dell'appalto senza "accorgersi" dell'esistenza di un cartello tra imprese forse nemmeno troppo difficile da scoperchiare. Anche perché l'imprenditore arrestato ieri non doveva essere del tutto sconosciuto nelle stanze del Campidoglio, essendo risultato (forse non a caso) vincitore di diversi appalti negli ultimi anni.

Dal commissario in arrivo - con la sua squadra di tecnici - ci si aspetta un sensibile cambio di marcia. A tutti i livelli.


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