Città e Urbanistica

A Roma arresti per corruzione, l'Anac ferma una gara del Giubileo: «cartello di imprese»

Massimo Frontera e Mauro Salerno

Arrestati due imprenditori e un funzionario capitolino (progettista e direttore lavori). L'Anac: irregolarità da parte del Comune

L'Anac ha fermato la prima gara del Giubileo , rilevando irregolarità procedurali da parte del Comune di Roma e mettendo in evidenza strategie anticoncorrenziali da parte di due imprese. Proprio le due imprese che - da tempo - erano nel mirino dei carabinieri, sempre per un appalto capitolino, e di cui ieri sono stati arrestati i titolari, insieme a un tecnico comunale.
Più precisamente, ieri mattina i carabinieri hanno arrestato - con l'accusa di corruzione e turbata libertà degli incanti - due imprenditori, Luigi Martella e Alessio Ferrari, e il tecnico capitolino Ercole Lalli. Quest'ultimo, secondo quanto hanno spiegato le forze dell'ordine, ha ricevuto dai due imprenditori 2.000 euro a titolo di compenso per aver fornito informazioni sulle gare in svolgimento nella Capitale, consentendo alle imprese di concordare un'offerta competitiva sulla concorrenza.
Il coinvolgimento delle imprese riguarda due distinti appalti di manutenzione stradale, uno dei quali rientra tra le opere in preparazione del Giubileo: la riqualificazione del tratto stradale delle Viale delle Mura Latine e di Viale di Porta Ardeatina, per un valore complessivo di 999.100 euro, una manciata di euro in meno rispetto alla soglia oltre la quale non è possibile aggiudicare con trattativa privata. La gara ha anche un valore simbolico perché (in coppia con un'altra) è la prima gara a essere stata bandita e a scadere, lo scorso 5 ottobre.

Ben più consistente la procedura di appalto oggetto dell'indagine dei carabinieri: si tratta della gara da 6,7 milioni di lavori suddivisa in otto lotti gemelli da 840mila euro ciascuno. Su questa procedura, indipendentemente dall'inchiesta dei carabinieri, si erano mossi anche il Comune di Roma e l'Anac, nell'ambito dei controlli sugli appalti, sia a monte sia a valle dall'aggiudicazione. Nel caso dell'appalto stradale in più lotti, il Comune di Roma aveva sospeso l'aggiudicazione per aver riscontrato ribassi d'asta particolarmente spinti e aveva in calendario la convocazione delle imprese per chiarimenti nei prossimi giorni. Nel caso invece della gara del programma del Giubileo, il Comune si era mosso su indicazione dell'Anac che aveva rilevato collegamenti e «cointeressenze» tra le due imprese. Anche in questo caso, era stata sospesa l'aggiudicazione, e proprio il 14 ottobre (giorno dell'arresto) le due imprese erano state convocate in Comune per fornire chiarimenti.

I protagonisti e i collegamenti, lo stop dell'Anac
L'Anac di Cantone è entrata nella vicenda senza alcun collegamento con l'indagine che nel frattempo stava conducendo la Procura. Con una nota inviata il 13 ottobre – un giorno prima degli arresti – il presidente dell'Anticorruzione ha sostanzialmente chiesto il blocco dell'aggiudicazione dell'appalto a favore dei due imprenditori arrestati. Si tratta della prima gara del Giubileo bloccata in forza dei controlli preventivi assegnati all'Autorità. In base ai controlli effettuati dall'Anac i due imprenditori sono risultati titolari di due ditte e, in queste ditte, l'uno socio occulto dell'altro. I controlli sono scattati sulla base dell'accordo stipulato dal Campidoglio con l'Anac per la verifica degli appalti del Giubileo.
L'Anticorruzione ha scoperto che le due società avevano presentato l'offerta per la riqualificazione delle Mura latine e Viale di Porta Ardeatina tacendo i rapporti esistenti tra le due ditte e quindi di fatto ponendo in essere un "cartello". Nella nota inviata a Marino e ai funzionari del Comune l'Anac rileva che tra la società Trevio (aggiudicataria provvisorio dell'appalto) e la società Malù Lavori (concorrente alla stessa gara) esiste una relazione indiretta. I rispettivi amministratori, Alessio Ferrari e Luigi Martella (i due imprenditori arrestati) sono tra loro soci in una terza società, la Siculiana Costruttori. Mentre il preposto alla gestione tecnica di Trevio è Ivo Martella, padre di Luigi. Proprio in funzione di questo quadro, l'Anac ha chiesto al Campidoglio di verificare se tra le due società esista una situazione di controllo, anche di fatto. E se, di conseguenza, le rispettive offerte non facciano capo, in realtà, a un unico centro decisionale. Una delle due società, la Malù Lavori, infatti, ha presentato - secondo Anac - un'offerta considerata nella soglia di anomalia per condizionare l'aggiudicazione a favore della Trevio. L'Autorità ha anche segnalato che Alessio Ferrari ha dei precedenti, suggerendo al Comune di svolgere approfondimenti sulla sua posizione.

L'Anac bacchetta il Comune su commissione di gara e nomina dei commissari
Dubbi sono stati sollevati dall'Anac anche sulla scelta di nominare una commissione di gara, nonostante per assegnare l'appalto fosse stato scelto il criterio del massimo ribasso e non quello dell'offerta più vantaggiosa. Sul punto Cantone non manca di rilevare che peraltro i commissari siano stati nominati senza preventivamente informare l'Autorità, come invece prevedeva l'intesa sulla vigilanza preventiva degli appalti del Giubileo.
Nella nota l'Anac fa anche il conto di tutti gli appalti aggiudicati alla Trevio dal Comune negli ultimi anni. Dal 2011 a giugno 2015 risultano otto contratti per un valore complessivo di 1,7 milioni. Un ammontare che spinge Cantone a sollevare dubbi sul il rispetto del principio di rotazione nell'assegnazione degli appalti da parte del Comune.

Le intercettazioni in codice
«Dovemo giocassela bene e chi ci deve aiutà è quello, devi sta appresso a quello, Alessio, ricordati. Quello me sguscia, me doveva portà e mi ha rimandato in bianco, quei fogli... ordinativi de lavoro. Se noi non c'avemo quelli, semo morti! Perché allora dovemo fa' gli scemi del villaggio. Ma se noi c'avemo quelli stavolta so' morti tutti! `Ndo stanno loro dovemo mena´! Punto. Non esiste al mondo». Cosi' al telefono l'imprenditore Luigi Martella spiegava al "socio" Alessio Ferrari l'importanza di incontrare al più presto il funzionario capitolino Ercole Lalli, per ottenere gli "ordinativi" cioè le informazioni riservate sugli inviti alle gare d'appalto.
I due imprenditori comunicavano in codice definendo gli inviti delle imprese "progetti" o "ordinativi".

La sponda nel Comune di Roma
Ercole Lalli, geometra e funzionario del Comune, è inquadrato nella struttura dedicata alla manutenzione stradale del Dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana (Simu), con sede a Via Petroselli 45.
Il nome di Lalli è legato sia al lotto n.4 della gara "ponte" in otto lotti per la manutenzione stradale, sia a una delle gare di preparazione del Giubileo: si tratta della riqualificazione di Via Appia Antica da Porta San Sebastiano a Cecilia Metella, diversa dalla gara sospesa dall'Anac (che invece riguarda la riqualificazione delle Mura Latine e Porta Ardeatina).
In entrambi i casi (lotto 4 e via Appia-San Sebastiano), Lalli figura come progettista (firmatario unico del progetto definitivo), direttore lavori, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed estensore del computo metrico.
Il lotto n.4 della gara-ponte per la manutenzione riguarda la rete stradale dei municipi V e VI della Capitale: in tutto quasi un milione di metri quadrati di asfalto per 75 chilometri di strade, in cui spiccano i tratti delle vie Casilina (17 chilometri) e Prenestina (15 chilometri), oltre a Viale Palmiro Togliatti. Il lotto vale 840mila euro di soli lavori.
La gara "giubilare" progettata da Lalli riguarda, come si diceva, la riqualificazione di Via Appia Antica da Porta San Sebastiano a Cecilia Metella, per un valore di 960mila euro.

I costruttori: «imprese estranee al nostro sistema associativo»
«Le recenti indagini del Noe che hanno coinvolto imprenditori - peraltro estranei al nostro sistema associativo - e un funzionario comunale, confermano le preoccupazioni sulle quali da tempo e in tutte le sedi abbiamo posto l'accento sugli effetti negativi di un sistema di affidamento quantomeno anomalo», sottolinea in una nota il presidente dei costruttori romani, Edoardo Bianchi. «Ci auguriamo – prosegue il presidente dell'Acer - che gli ultimi avvenimenti possano rappresentare l'impulso definitivo per cambiare finalmente rotta e garantire le condizioni per un mercato aperto in un quadro di regole certe e trasparenti».

Il Comune: «Fine delle vecchie logiche»
«La vicenda odierna - hanno detto i due assessori capitolini Maurizio Pucci (Lavori pubblici) e Alfonso Sabella (Legalità) - costituisce la prova inequivocabile che i nuovi sistemi di controllo interno di cui si è dotata Roma Capitale, per iniziativa innanzitutto del sindaco, e la stretta collaborazione con Anac e con l'autorità giudiziaria, funzionano. A Roma non c'è più spazio per le vecchie logiche spartitorie e per illecite distorsioni delle pubbliche procedure in favore di interessi privati».


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