Città e Urbanistica

Bonus edilizi, 16 miliardi di euro di lavori incentivati nei primi otto mesi del 2015

A.A.

I nuovi dati Cresme-Camera dei deputati: per fine anno stimati 23,5 miliardi - Realacci (Pd): «Numeri straordinari, ora estendiamo gli sconti»

Il bonus fiscale per le ristrutturazioni edilizie e la riqualificazione energetica «nel 2014 ha prodotto 28,5 miliardi di investimenti e 425mila posti di lavoro fra diretti e indotto». Lo riferisce il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci (Pd), citando i dati e le analisi del Cresme e del Servizio studi della Camera sugli effetti del credito di imposta e dell'ecobonus.
Dal 2007 al 2015, negli anni della grande crisi dell'edilizia (che ha perso circa un terzo del suo valore reale, soprattutto per il crollo della costruzione di nuove case e per la crisi dei lavori pubblici) i lavori di recupero edilizio incentivati con il bonus sono stati pari a 132 miliardi di euro, a cui aggiungere gli interventi con ecobonus (infissi, caldaie, panelli solari, coibentazioni termiche) per altri 29 miliardi di euro.
Il 2015, secondo i dati Cresme-Camera, dovrebbe chiudersi con un lieve calo in valore rispetto all'anno record del 2014 (20,1 miliardi per il recupero rispetto ai 24,5 del 2014; 3,4 miliardi per l'ecobonus rispetto ai 3,6 del 2014), ma comunque su livelli altissimi.

Secondo Ermete Realacci si tratta di valori «di straordinaria importanza, che qualificano il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l'inquinamento e le bollette delle famiglie».
«C'è consenso in Parlamento - osserva Realacci - sulla necessità di confermare ed allargare questa misura ad altri soggetti: edilizia sociale, condomini, imprese. E di ampliarla anche ad altri campi, quali il consolidamento antisismico e la bonifica dell'amianto. Su questo più volte ha confermato il proprio consenso e impegno il ministro delle Infrastrutture Delrio. La Legge di Stabilità è la sede adeguata per queste scelte».
Secondo il presidente della commissione Ambiente, che evidenzia anche i problemi posti dai mutamenti climatici in atto, «estendere e confermare l'ecobonus significa ridurre i consumi energetici, l'inquinamento e le bollette. Con vantaggi sia per le famiglie che per le casse dello Stato. Basti pensare che tra una casa costruita bene e una costruita male passa una bolletta energetica di 1.500-2.000 euro l'anno e che nelle sole scuole i consumi di energia valgono 1.300 milioni l'anno. Investendo in efficienza energetica questa cifra puo' essere ridotta di almeno un terzo».

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio commenta positivamente i dati pubblicati dalla Commissione Ambiente della Camera sull'ecobonus: «Mentre al Consiglio europeo dei Trasporti i ministri hanno lavorato per posizioni comuni su mobilità nuova e ciclabile e sulle emissioni auto, va salutato con soddisfazione il report sull'econobonus in edilizia fino al 2015, che ha prodotto risultati sia sull'economia, sia sulla qualità dell'abitare. È evidente, dall'efficace lavoro del Presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, che le detrazioni non hanno avuto solo effetto positivo sui fruitori della misura dell'ecobonus, ma su posti di lavoro, ambiente, costi energetici, riqualificazione urbana, sviluppo delle imprese innovative. Questa è una strada da proseguire, ampliare e consolidare come misura per portare il Paese a una conversione ampia verso le scelte sostenibili che non è ancora avvenuta appieno e che va consolidata nel primo interesse della qualità di vita dei cittadini».


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