Città e Urbanistica

Da Juve-Madrid a Bordeaux-Tottenham: la partita delle archistar sugli stadi. In arrivo Roma e Torino (senza griffe)

Mauro Salerno

La corsa alla realizzazione dei nuovi impianti: dal nuovo stadio di Bordeaux di Herzog & de Meuron al nuovo impianto di Madrid firmato Cruz y Ortiz

C'è una cosa che accomuna la Juventus e l'Atletico Madrid oltre ad aver incarnato il ruolo di outsider (e finalista perdente) delle ultime due edizioni della Champions League, il massimo traguardo internazionale per una squadra europea. È la scelta di affidare il futuro della società a uno stadio moderno, ma realizzato senza consumare nuovo suolo, ripartendo dalle ceneri di un vecchio impianto.

Nella corsa alla realizzazione di nuovi stadi - facilitata in Italia anche da una norma ad hoc per semplificare le autorizzazioni, di cui sta beneficiando anche il nuovo impianto della Roma - l'opzione demolizione e ricostruzione, gettonata all'estero, è molto meno battuta da noi. A Londra il nuovo stadio Wembley progettato da Norman Foster (con una spesa di 918 milioni di euro) è nato sul sito, non di un impianto qualunque, ma di un tempio del calcio demolito nel 2003. A Madrid il nuovo stadio dell'Atletico, disegnato dallo studio Cruz Y Ortiz, nascerà sul sito del vecchio stadio Olimpico conosciuto come «La Peineta», inaugurato nel 1994 come stadio di atletica. L'arena destinata a sostituire il «Vicente Calderon» dovrebbe essere terminata l'anno prossimo, innestandosi in parte sulle strutture in calcestruzzo del vecchio impianto.

Da noi, a parte la Juve che ha realizzato lo Stadium sul sito del vecchio e impresentabile Delle Alpi, nessuno ha seguito questa strada. Che pure porta vantaggi anche dal punto di vista dell'impronta (e dell'immagine) ambientale dell'operazione. Senza contare che l'idea di fare spazio a nuovi stadi nelle grandi città non sia sempre semplice da perseguire. L'altroieri l'ha ricordato anche il presidente della Figc Carlo Tavecchio, entrando a gamba tesa nella polemica che combattono da mesi il presidente del Napoli Aurelio de Laurentiis e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris sul futuro del San Paolo. «Non sarebbe più serio intervenire su 20 stadi esistenti, sistemabili, senza incidere con una nuova cementificazione? - ha detto Tavecchio - Come si fa a pensare che a Napoli si faccia stadio nuovo, dove si fa, in mezzo al mare?».

Stadi e impianti sportivi sono diventati «la nuova frontiera della valorizzazione immobiliare»? Stando al titolo di un master organizzato dall'Università Luiss per la prossima settimana (dal 14 al 16 ottobre) nella capitale si direbbe di sì. Il punto, però, è che finora anche la legge Stadi (prevista dai commi 304-305 , articolo 1, della legge di Stabilità 2014) non ha dato i risultati che tutti si aspettavano.

A Roma, il progetto del nuovo stadio fortemente voluto dal presidente James Pallotta avanza (lentamente),dopo le polemiche legate alla scelta del sito (per i contestatori inadatta per le caratteristiche del terreno e poco servita dai collegamenti urbani) e sulla maxioperazione immobiliare (stimata in oltre un miliardo) che si porterà dietro, con due torri firmate dall'archistar Daniel Libeskind. A Milano il progetto per realizzare il nuovo stadio del Milan nell'area della vecchia Fiera al Portello sembra essere finito su un binario morto (ufficialmente a causa degli elevati costi di bonifica del sito) dopo una gara durata mesi per la selezione del migliori progetto di valorizzazione. Mentre il presidente della Regione ha bocciato in estate l'idea di realizzare l'impianto all'Expo.

È finita fuori dai radar l'idea di realizzare un nuovo stadio della Fiorentina, che in un primo tempo sembrava coinvolgere anche Massimiliano Fuksas. Mentre fuori dalle polemiche restano per ora il nuovo Filadelfia del Torino, con l'avvio dei lavori previsto per sabato 17 ottobre e il nuovo Friuli dell'Udinese, già operativo.

Poche novità, insomma, che non colmano il gap italiano con il resto d'Europa. Secondo le stime dell'Istituto del credito sportivo per ammodernare gli impianti italiani del circuito di Serie A servirebbe una spesa minima di 1.673 milioni di euro . Tanto che tra poco si farà fatica a trovare stadi degni di ospitare un grande evento. «Non abbiamo 8 stadi idonei per fare una competizione internazionale - ha segnalato sempre Tavecchio -. Se devo fare una partita al Sud devo andare a Palermo perché Napoli e Bari (disegnato da Renzo Piano per Italia '90, ndr) non sono a posto».

All'estero invece si corre (e si ricorre alle migliori firme internazionali). Basta guardare all'ultimo gioiello realizzato dagli svizzeri Herzog & de Meuron a Bordeaux in vista degli europei del 2016. L'impianto circondato da 900 colonne di acciaio bianco garantisce visibilità ottimale da tutti i settori ai 42 mila spettatori, con una struttura multifunzionale capace di ospitare qualsiasi tipo di evento con tram e metro a pochi metri dall'ingresso. Bordeaux è solo l'ultima tappa per lo studio svizzero autore anche dello stadio olimpico di Pechino 2008 (il famoso Nido d'uccello) e della celebrata Allianz Arena di Monaco.

In Spagna, oltre al nuovo impianto dell'Atletico Madrid tiene banco il nuovo Mestalla di Valencia, progettato dal big dell'ingegneria "green" Arup, con un costo stimato tra 250 e 300 milioni di euro. In Francia i fari sono puntati anche sul nuovo stadio del Lione, disegnato dalla multinazionale dell'architettura dello sport Popoulus che può vantare impianti realizzati in tutto il mondo. Tra questi anche il progetto, svelato a inizio luglio, per la nuova casa del Tottenham a Londra.


© RIPRODUZIONE RISERVATA