Città e Urbanistica

Non ripetere gli errori del piano città. Abbiamo già dato

Massimo Frontera

Nell'ultimo monitoraggio - al gennaio di quest'anno - il piano città, che ha concesso 318 milioni di euro per realizzare i progetti selezionati in 28 città italiane, aveva visto un effettivo impegno di risorse per quasi 34,5 milioni e una erogazione documentata per 7,5 milioni.
Un contrasto stridente tra i 4,4 miliardi di risorse attivabili sbandierate nel settembre del 2012 all'epoca delle prime entusiastiche dichiarazioni. Entusiastiche dichiarazioni che avevano contribuito non poco ad alimentare aspettative che sono state amaramente deluse.

Meglio non ripetere lo stesso errore. Non tanto nel promettere cose che non possono essere mantenute. Questo, forse, l'abbiamo imparato. Quanto piuttosto - o almeno- nell'assicurare un percorso istruttorio efficace e rapido. E le premesse, su questo punto, non lasciano tranquilli. A partire dal pesante "comitatone" che valuterà i progetti in base a requisiti e punteggi che non sono stati ancora del tutto chiariti fino al cronoprogramma attuativo, che non è stato definito. C'è una scadenza per l'invio dei progetto (30 novembre), ma non c'è una scadenza per selezionare i progetti, non c'è una scadenza per emanare i Dpcm di approvazione.

E non ci sono scadenze attuative. Per meglio dire: ciascun progetto avrà un cronoprogramma attuativo personale, che sarà indicato nella convenzione o nell'accordo di programma; e questo non renderà immediatamente chiaro capire lo stato di attuazione complessivo del piano, salvo una augurabile e totale pubblicizzazione degli atti da parte del ministero delle Infrastrutture e della presidenza del Consiglio.


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