Città e Urbanistica

Periferie/2. Lo Russo (Anci): il programma deve essere la prima tranche di un piano più vasto

M.Fr.

Intervista al presidente della commissione alle Politiche abitative, urbanistica e lavori pubblici dell'Anci

«Questi 200 milioni di euro non risolveranno i problemi del paese. Ma sono un ottimo segnale. E auspico che questo programma rappresenti solo una prima tranche di un vasto piano». Stefano Lo Russo, assessore all'Urbanistica di Torino e presidente della commissione dell'Anci su Politiche abitative, urbanistica e lavori pubblici sottolinea tre volte l'importanza di questo impegno di risorse da parte dello Stato in un momento di grande difficoltà per le finanze pubbliche.

Assessore Lo Russo, i requisiti del bando per individuare le aree degradate sono molto ampi. Non crede che questo allarghi il campo d'azione invece di concentrare le risorse dove maggiormente serve?

Il bando è apertissimo, è vero, ma a me pare un motivo di vanto: consentiamo a tutti i comuni italiani di rispondere ai problemi di disagio, che non è solo al Sud, non è solo nelle grandi città, non è solamente nelle aree depresse. Anche l'immigrazione è un tema nazionale. Ribadisco: non è vero che il disagio è nelle grandi città e basta.

Se si guarda al respiro che avevano gli ambiziosi piani di intervento urbano - Pru, Prusst, Urban, Contratti di quartiere - non le sembra che questo piano periferie sia una evoluzione in peggio?
È difficile esprimere valutazioni. Le condizioni della finanza pubblica e del mercato immobiliare in quegli anni sono strutturalmente diverse da quelle di oggi. Esiste un mondo pre-2008 e un mondo post-2008. La crisi immobiliare ha fatto un differenza gigantesca. C'è poi un secondo elemento, ed è che insieme alla crisi immobiliare abbiamo avuto una crisi economica, che sta producendo fenomeni di marginalità inediti. Non si può giudicare con gli occhi del passato. Io dò invece una valutazione diversa. Questi 200 milioni di euro non risolveranno i problemi del Paese. Ma sono un ottimo segnale. Auspico che questo programma rappresenti solo una prima tranche di un vasto piano. Io sono fiducioso che il programma raggiungerà gli obiettivi che si dà. È una componente di una strategia che certamente non basta, ma che va nella direzione giusta.

Secondo lei, da questo programma nazionale emergerà il volto di una "periferia-Italia" che merita di essere salvata dal degrado, oppure avremo una semplice lista di interventi?
Questo lo vedremo. Io non attribuisco poteri miracolosi a questo programma. Certamente vale quello che dicevo prima: pone risorse consistenti con un meccanismo premiale. E mette questo programma sotto gli occhi dei cittadini, che potranno verificare la realizzazione.

A parte la scadenza del 30 novembre per inviare i progetti, nel bando non sono indicate altri termini attuativi. Tutto sarà scritto nelle convenzioni e negli accordi di programma. Questo significa che ogni comune potrà avere termini differenziati per l'attuazione?
Esattamente. Io devo poter verificare l'attuazione del piano nei tre anni, ma, a seconda della complessità del progetto, sarà possibile avere scadenze diverse per attuarlo.

Il bando parla di monitoraggio ma non dice come, e se, l'attuazione sarà misurata rispetto al progetto finanziato.
È un elemento di cui si parlerà all'interno del comitato. Sarà compito della commissione rendere oggettivi gli strumenti per misurare la riduzione del degrado sociale. Si dovrà trovare su questo una convergenza. La cosa è invece più semplice nel caso dei progetti di riqualificazione urbana: o vengono realizzati entro i termini oppure non vengono realizzati. Sul monitoraggio mi viene in mente l'esperienza nel mio Comune, Torino, dove abbiamo una serie di programmi di recupero urbano, nati negli anni '80-'90, per i quali abbiamo attivato una "cabina di pilotaggio" con la prefettura e la Regione. Questa modalità permette di verificare, con verbali periodici, lo stato di attuazione del programma. Il governo è rappresentato dalla prefettura competente. Anche su questo la discussione sarà affrontata in seno al comitato.


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