Città e Urbanistica

Periferie, «rivedere il criterio di cantierabilità dei progetti per l'attribuzione dei fondi ai Comuni»

Giuseppe Latour

Lo Russo (Anci): l'obbligo di mettere sul tavolo immediatamente un progetto definitivo o esecutivonon si concilia con le regole che le Pa devono rispettare per programmare la loro attività

Rivedere radicalmente il parametro della cantierabilità. Stefano Lo Russo, assessore all'Urbanistica del Comune di Torino e presidente della commissione Lavori pubblici dell'Anci, solleva un problema che riguarda ildecreto da 200 milioni appena avviato dal Governo per il rammendo urbano , ma che si allarga a molte altre chiamate disegnate dall'esecutivo negli ultimi anni: l'obbligo di mettere sul tavolo immediatamente un progetto definitivo o esecutivo crea distorsioni forti, perché si concilia male con le regole che le amministrazioni devono rispettare per programmare la loro attività.

Assessore, parliamo del bando. Qual è la sua impressione?
Nell'ambito dell'ultima riunione abbiamo posto alcune osservazioni. Dal nostro punto di vista, ci sono soprattutto alcune criticità che riguardano i criteri di ammissibilità che definiscono le aree degradate. Ci sono dati disomogenei e di difficile applicazione. Si tratta di una questione tecnica che ci preoccupa relativamente, siamo sicuri che verrà risolta.

Altri problemi la preoccupano di più?
Sicuramente, preoccupa molto il requisito dell'immediata cantierabilità.È un problema che torna: è possibile accedere ai finanziamenti soltanto con progetti che devono essere almeno definitivi o esecutivi, per potere andare immediatamente in gara. Non parliamo solo del bando sulla riqualificazione urbana ma anche di molti altri.

Questo che difficoltà comporta?
La legge attualmente prevede che i Comuni possano fare quel tipo di progettazione solo se hanno una copertura effettiva dell'intervento. Non posso dare un incarico a un professionista per un progetto definitivo di una biblioteca che magari non si farà mai. Un sindaco che si comporti diversamente rischia sanzioni.

Qual è la soluzione?
Almeno due. Si potrebbero modificare le norme e consentire ai Comuni di arrivare al definitivo senza vincoli, anche se su questa opzione avrei qualche dubbio, perché ovviamente ci sono amministrazioni virtuose che non ne approfitterebbero e altre per le quali si rischiano distorsioni.

Qual è la seconda alternativa?
L'alternativa più percorribile mi sembra quella di cambiare i criteri di ammissibilità ai finanziamenti. Le amministrazioni devono impegnarsi ad avviare i lavori entro una certa data, portando progetti che sono in grado di far avanzare, indipendentemente dallo stato di avanzamento delle progettazioni. Un modello simile a quello utilizzato per i fondi europei. Questo è un meccanismo che i Comuni potrebbero reggere.

Non servono più risorse per progettare?
Certamente. Infatti, bisogna anche valutare la possibilità di stanziare risorse dedicate alla progettazione, mettendole a disposizione delle amministrazioni, anche su base competitiva e guardando a cose che i Comuni possono realisticamente realizzare.


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