Città e Urbanistica

Auditorium di Adriano: ora che ci sono i soldi il concorso non serve più (e tanti saluti ai progettisti)

Mauro Salerno

Storie di ordinaria sciatteria dal pianeta dei concorsi italiani. Che si ricavano questa volta dalla risposta del sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni sullo stop alla gara bandita nel 2013

Era utile finché la possibilità di finanziare cantieri era aleatoria. Trovati i soldi il concorso di idee non serve più. E tanti saluti a chi ha perso tempo e denaro per partecipare alla gara. Anzi no. Con quei progetti ci facciamo una bella mostra.

Storie di ordinaria sciatteria dal pianeta dei concorsi italiani. Che si ricavano questa volta dallarisposta che il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni ha riservato all'interrogazione a risposta scritta presentata dal presidente della Commissione lavori pubblici della camera Ermete Realacci sullo stato della competizione bandita dalla Sovrintendenza dei beni archeologici di Roma (non una onlus, ma una stazione appaltante che dovrebbe dare garanzie sulla volontà di realizzare il progetto) il 4 novembre 2013.

Al centro della questione il concorso di idee per la copertura provvisoria dell'auditoium di Adriano nella zona dei fori imperiali nell'area di piazza venezia a Roma . La gara prometteva un primo premio di 10mila euro all'autore della migliore idea di copertura dell'area archeologica. Budget di un milione, copertura da 790 mq. Peccato che all'aggiudicazione non si sia mai arrivati.

«Va ricordato - ha denunciato ieri il Consiglio nazionale degli architetti - che il concorso per la copertura dell'Auditorium dell'imperatore Adriano, vicenda che si trascina da oltre un anno, era stato improvvisamente bloccato dalla Soprintendenza, oltretutto violando il principio della continuità amministrativa ufficialmente per questioni inerenti la composizione della giuria e nonostante numerosi progetti fossero già stati presentati».

Una beffa. Resa ancora più amara dalla proposta di allestire una mostra con i progetti presentati al concorso :«Quasi fosse una vergognosa elemosina».

Niente da fare. Per la Sovrintendenza che aveva bandito la gara, il concorso «non è più attuale», in quanto «non conforme alle mutate esigenze e condizioni».

Quali? Anche i finanziamenti per la tratta Colosseo-Piazza Venezia della linea C. Che all'epoca del concorso non c'erano. E allora, sembra di capire dalla risposta all'interrogazione, tanto valeva bandire un concorso per una copertura provvisoria dell'area storica. Ora invece i soldi ci sono. E si è insediata una «commissione paritetica di autorevoli esperti» per studiare la situazione. Dunque, basta giocare con i "disegnini" buoni per le mostre. È tutta un'altra faccenda.


© RIPRODUZIONE RISERVATA