Città e Urbanistica

Ingegneria made in Italy in Usa, Thetis vince il concorso per riqualificare la baia di Boston

Alessia Tripodi

Il progetto della società italiana prevede la creazione di un'infrastruttura multifunzione per proteggere l'area dalle maree eccezionali

Sarà made in Italy il progetto di strutture anti inondazione per la baia statunitense di Boston. La proposta «Total resilient approach» della società italiana di ingegneria Thetis ha infatti vinto il concorso internazionale Living With Waters, bandito dalla città statunitense insieme con The Boston Harbor Association, l'Autorità Redevelopment Boston e la Boston Society of Architects con l'obiettivo di individuare soluzioni per il futuro delle città soggette ai rischi di innalzamento del livello dei mari. Il bando, al quale hanno partecipato oltre 50 team internazionali, è stato promosso in occasione del secondo anniversario dell'uragano Sandy, che nel 2012 ha colpito la costa est degli Stati Uniti provocando danni per oltre 65 miliardi di dollari.

La proposta italiana di trasformazione del sito di Morrissey Blv, un'area in affaccio sulla baia di Boston soggetta a sommersione in occasione di maree eccezionali, punta a aumentare la resilienza dell'area trasformando il sedime viario in un'infrastruttura multifunzione: la strada rialzata, spiegano i progettisti , diviene così una barriera fisica a protezione degli abitati in cui integrare funzioni di servizio alle aree limitrofe (parcheggi, cisterne di stoccaggio acqua, volumi tecnici).

Sviluppato in collaborazione con i tecnici del Consorzio Venezia Nuova, con lo studio di architettura Proap dell'architetto Joao Nunes e con il contributo di docenti del Mit e della Boston University, il progetto prevede che «a breve-medio termine - spiegano da Thetis - lo sviluppo urbano di Boston sia attuato secondo i paradigmi di resilienza ambientale e di co-evoluzione per l'adattamento al cambiamento climatico, trasformando le infrastrutture urbane in elementi flessibili utilizzati per la riqualificazione ambientale e la coesione sociale, realizzando argini che diventano ambienti polivalenti».

La proposta di progetto si è estesa anche all'adiacente penisola di Columbia Point e prevede «la rimodulazione altimetrica dei bordi marginali e la riqualificazione ambientale e morfologica della fascia costiera», oltre a un'insieme di proposte per lo sviluppo sostenibile delle nuove aree urbane.

Nel medio-lungo termine, infine, Thetis ha proposto di realizzare un sistema di barriere mobili che abbracciano l'intera baia, in grado di proteggere temporaneamente tutta la città dall'innalzamento del livello del mare e da eventi straordinari, come uragani o tsunami.


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