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Antincendio/2. Di Felice (Cni): «Consulente necessario per edifici alti più di 24 metri»

Mariagrazia Barletta

Parla l'ingegnere che siede nel comitato tecnico-scientifico per la prevenzione incendi

La bozza di regola tecnica destinata ad integrare il decreto sulla base del quale da più di trenta anni si costruisce la sicurezza antincendio nei condomini (Dm 246 del 1987), è apprezzata nella sua ratio da Marco Di Felice, professionista antincendio, membro del gruppo di lavoro "Sicurezza" del Cni, che rappresenta gli ingegneri alle sedute del Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi (Ccts), l'organismo collegiale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che ha il compito di elaborare e aggiornare le normative di prevenzione incendi, confrontandosi con le parti interessate, tra cui i rappresentanti delle varie professioni tecniche. L'ingegnere, però, non risparmia le critiche. Introdurre misure gestionali e di esercizio nei condomini «è una cosa che andava fatta», «importante a livello culturale», dallo «spirito correttissimo», afferma Di Felice. «Ma - continua - siamo anche fuori tempo massimo, nel senso che vorremmo venga dato più corpo al "Codice": si va a modificare un decreto di trenta anni fa, quando potrebbero essere a disposizione strumenti più moderni. Mi sembra si vada a tamponare più che a risolvere un problema».

Il riferimento è alla regola tecnica verticale sugli edifici per civile abitazione, che gli ingegneri vorrebbero facesse presto ingresso nel cosiddetto Codice di prevenzione incendi, ossia il Dm 3 agosto 2015 che ha introdotto in Italia un metodo di progettazione più flessibile, basato sull'approccio prestazionale. Un approccio che permette di superare la rigidità della tradizionale normativa di tipo prescrittivo, lasciando al professionista più spazio per progettare soluzioni calibrate sulla particolare situazione che si trova ad affrontare, evitando soluzioni ridondanti e garantendo, a parità di sicurezza, anche risparmi economici ai committenti. La regola tecnica verticale (Rtv) sugli edifici per civile abitazione era presente nella primissima bozza del Codice, poi fu stralciata nel decreto andato in "Gazzetta ufficiale", insieme ad altre regole tecniche verticali. Man mano queste norme stanno rientrando nel Codice (la bozza di regola tecnica sulle attività commerciali è stata anch'essa approvata il 24 aprile in sede di Ccts), ma ancora non è arrivato il turno della normativa prestazionale per i condomini. Già presente, invece, la norma specifica per le autorimesse, comprese quelle condominiali.

«Oggi - afferma Di Felice - la metà della autorimesse condominiali è fuori norma». «Se si aprisse di più al Codice, integrandolo con la Rtv sugli edifici civili, potremmo affrontare l'edificio nel suo complesso, utilizzando le due norme, quella per le autorimesse e quella per gli edifici per civile abitazione, e a quel punto sarebbe più facile proporsi agli amministrazioni condominiali, dicendo: rivediamo anche l'esistente sulla veste di un nuovo metodo di progettazione, anche più snello, e risolviamo i problemi che ti hanno portato negli ultimi 30 anni a non avere alcun risultato».
Durante la seduta del 24 aprile del Ccts - riferisce Di Felice - c'è stato anche un confronto sui tempi entro i quali i condomini dovranno adeguarsi alle nuove misure gestionali che andranno a integrare il Dm 246 del 1987. Dal confronto ne è venuto fuori che potrebbe essere concesso «un anno per gli edifici più bassi e due anni per quelli che devono attuare misure più importanti». In più, l'intenzione emersa sarebbe quella di fissare in 90 giorni il tempo che separa la pubblicazione in "Gazzetta ufficiale" del regolamento dalla relativa entrata in vigore.

Per gli edifici non eccessivamente alti, «gli adempimenti non sono molto impegnativi». «Nel senso che - spiega ancora l'ingegnere - affiggere la cartellonistica, redigere un documento di cui tra l'altro una bozza potrebbe anche essere proposta stesso dai Vigili del Fuoco, e poi dare informazioni su come gestire l'emergenza e i dispositivi presenti, sono cose che attraverso l'assemblea condominiale, un po' di cartellonistica, e qualche documento, si risolve, ma non dovrebbe essere assolutamente una rogna». «Sopra i 24 metri si entra nelle attività soggette a controllo da parte dei Vigili del Fuoco, allora un consulente deve andarci comunque. Ma per attuare le nuove misure, un buon amministratore che si rivolge alla sua associazione può fare tutto. Un consulente esterno che affronti tutto, punto per punto, potrebbe essere eccessivo».


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