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Incentivi all'edilizia, l'Agenzia delle Entrate aggiorna la guida sugli sconti per la casa

Giuseppe Latour

Inserito un ampio capitolo che fa il punto su tutte le novità in materia di cessione del credito. Il documento però non considera ancora le correzioni della manovrina appena approvata

Chi può chiedere la cessione del credito. A partire da quando sarà possibile farlo. Quali sono le modalità per utilizzare il credito ceduto ed eventualmente ritrasferirlo. Quali controlli si dovranno affrontare. L'Agenzia delle Entrate ha appena aggiornato la sua guida sugli sconti fiscali per la casa, inserendo un ampio capitolo che fa il punto su tutte le novità in materia di cessione del credito. Attenzione, però: il documento non considera ancora le correzioni portate dalla manovrina, appena approvata.

Dal primo gennaio 2017, in luogo della detrazione del 75 o dell'85 per cento, tutti i beneficiari (soggetti Irpef e Ires) possono scegliere di cedere il corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati. La possibilità di cedere il credito riguarda tutti i potenziali beneficiari della detrazione, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruirne in quanto non sono tenuti al versamento dell'imposta perché incapienti, nonché i cessionari del credito che possono, a loro volta, effettuare ulteriori cessioni.

Il condomino può cedere l'intera detrazione, calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l'esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d'imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d'imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile. Chi riceve il credito può cedere, in tutto o in parte, il credito d'imposta acquisito solo dopo che tale credito è divenuto disponibile. Il credito d'imposta diventa disponibile dal 10 marzo del periodo d'imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa.

Il condomino che cede il credito deve comunicare all'amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d'imposta di riferimento, l'avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando, oltre ai propri dati, la denominazione e il codice fiscale di quest'ultimo. L'amministratore del condominio, a sua volta, comunica annualmente all'Agenzia delle Entrate i dati del cessionario, l'accettazione da parte di quest'ultimo del credito ceduto e l'importo dello stesso, spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell'anno precedente. E consegna al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili. In mancanza di questa comunicazione la cessione del credito è inefficace. Il credito d'imposta attribuito al cessionario, che non sia oggetto di successiva cessione, va ripartito in cinque quote annuali di pari importo.

Infine, i controlli. Se viene accertata la mancanza, anche parziale, dei requisiti oggettivi che danno diritto alla detrazione in capo al condomino, l'amministrazione fiscale recupera il credito corrispondente nei suoi confronti, maggiorato di interessi e sanzioni. Se, invece, viene accertata l'indebita fruizione del credito, anche parziale, da parte del cessionario, il relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni, è recuperato nei suoi confronti.


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