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Compravendite di case, Milano guida la crescita (+13,4%), Roma ferma (+0,8%)

Massimo Frontera

Secondo anno di incrementi per gli scambi di unità immobiliari. Lo dice il rapporto Agenzia delle Entrate-Abi. Il 45% degli acquisti assistito da mutui

Nel 2015 sono state compravendute 449mila abitazioni, pari a un incremento del 6,5% sull'anno precedente. Lo dice il rapporto Agenzia delle Entrate-Abi pubblicato ieri. Si tratta - fa notare lo studio - del secondo anno consecutivo di crescita, dopo il +3,5% messo a segno nel 2014.

A trainare i numeri sono soprattutto le compravendite nei comuni capoluogo e nelle città del nord, soprattutto in Veneto e Friuli Venezia Giulia. Aumenta anche il ricorso ai mutui per l'acquisto della casa. Nel 2015, gli acquisti di case con mutuo hanno riguardato il 45% delle compravendite. La popolarità dei mutui viene anche spiegata con il «trend positivo dell'indice di affordability, che misura la possibilità di accesso delle famiglie italiane all'acquisto di un'abitazione», indice che a fine 2015 segna un miglioramento di 2,1 punti percentuali e raggiungendo «un nuovo massimo storico».

Grandi città in movimento, tranne Roma
Guardando alle principali otto città italiane il rapporto fa emergere un dinamismo quasi generalizzato, con l'unica eccezione della Capitale e, in misura meno grave, Genova. A guidare la crescita c'è Milano, con un incremento del 13,5% di compravendite residenziali, seguita da Palermo (+13%). La Capitale fa registrare un incremento minimo (+0,8%), anche se - va detto - la Capitale rappresenta oltre un terzo (34,5%) delle compravendite realizzate nelle otto principali città. In risalita è anche il mercato di Firenze che segna una crescita del +8,9% e di Torino, +7,9%. Positivi, sono anche i tassi registrati nelle città di Napoli (+6,6%), Bologna (+4,2%) e, infine, Genova (+1,1%).

Province più dinamiche dei capoluoghi
Se nelle grandi città il mercato è vivace nelle province lo è ancora di più. Infatti nelle aree metropolitane il mercato è cresciuto complessivamente a una media del 7,3% contro la media del 6% degli otto principali capoluoghi. L'incremento tuttavia è più omogeneo e con meno picchi. Fa eccezione i comuni intorno a Bologna che fanno registrare una crescita dell'11 per cento, unico caso di incremento a due cifre, peraltro nettamente superiore all'incremento del capoluogo (+4,2%). Più lievi i rialzi per i comuni delle altre metropoli con variazioni positive comprese tra +3,5% di Roma e il +9,6% fatto registrare dall'hinterland di Milano.


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