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Agli italiani torna la voglia di acquistare casa: compravendite in rialzo del 6,5% nel 2015

Paola Dezza

A sancire il cambio di rotta, forse definitivo, dell’immobiliare sono gli ultimi dati pubblicati dall’agenzia delle Entrate con il consueto Osservatorio trimestrale

Torna la voglia di casa. Un desiderio che nel 2015 si è tradotto in compravendite in crescita trimestre dopo trimestre nel segmento abitativo. Gli italiani, infatti, sono tornati ad acquistare il mattone, in primis per diventare proprietari di una prima casa o per cambiare l’abitazione in cui vivono, ma anche come forma di investimento.

A sancire il cambio di rotta, forse definitivo, dell’immobiliare sono gli ultimi dati pubblicati ieri dall’agenzia delle Entrate con il consueto Osservatorio trimestrale. Anche se è meglio mantenersi ancora cauti e lontani dai facili entusiasmi. I dati sono positivi, ma troppe sono le variabili che potrebbero prendere una piega negativa, dalla debole crescita economica alla delicata fase geopolitica mondiale.

Guardando i numeri nel 2015 il mercato ha registrato quasi 445mila compravendite residenziali. Un numero di transazioni in crescita del 6,5% sul 2014, ancora lontano dal picco di 869.300 compravendite del 2006. Salgono a 963.903 le unità immobiliari passate di mano se si tiene conto dei settori produttivo, commerciale, terziario e delle pertinenze (box e posti auto).

«Ci aspettiamo che nel residenziale prosegua l’andamento positivo, difficile però dirne l’entità - dice Gianni Guerrieri, direttore dell’Osservatorio -. Restano delle difficoltà su alcuni settori non residenziali. Nel segmento abitativo ovviamente i tassi di crescita degli ultimi nove mesi sono positivi, ma legati a una forte componente di sostegno alla domanda che arriva dai mutui e dai bassi tassi di interesse. L’effetto combinato di una discesa, tuttora in corso anche se lieve, dei prezzi al metro quadro e dei tassi bassi invoglia le famiglie a comprare casa. Per il futuro saranno fondamentali le aspettative di occupazione delle famiglie per mantenere il trend delle compravendite, dato che chi acquista casa lo fa basandosi sulle attese di reddito dei successivi 20 anni».

Nel quarto trimestre 2015 il mercato immobiliare italiano nel suo complesso prosegue nel trend di crescita sostenuta inaugurata nel secondo trimestre dell’anno, facendo registrare un tasso di aumento delle compravendite residenziali pari a +9,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che porta il dato a quota 127.553 unità vendute nel trimestre. I rialzi erano stati pari all’8,2% tra aprile e giugno 2015 e al 10,8% da luglio a settembre. Nel periodo si evidenzia ancora una volta il ruolo trainante di capoluoghi e grandi città.

Nei capoluoghi le compravendite nell’ultimo quarter dell’anno hanno segnato un rialzo del 10,9% rispetto allo stesso periodo del 2014 (+12,2% nel terzo trimestre 2015 sul terzo 2014). Nei capoluoghi si sono quindi vendute oltre 43mila abitazioni su base nazionale.

Rialzo della stessa entità per le otto maggiori città italiane in termini di popolazione. Qui si si è venduto il 10,8% di case in più rispetto a un anno prima. A livello annuale, le compravendite di abitazioni risultano dunque nel 2015 in aumento in tutte le più importanti metropoli (+6%) e nei comuni delle rispettive province (+7,3%) rispetto al 2014.

Spicca ancora una volta, e per il sesto trimestre consecutivo, la vivacità del mercato immobiliare di Milano. Il capoluogo lombardo, che attira anche ingenti investimenti immobiliari da parte dei grandi investitori internazionali, continua a catalizzare l’interesse di chi cerca casa. Qui, grazie anche alla luce che dall’Expo2015 si è estesa sull’intera città, negli ultimi tre mesi dello scorso anno sono state vendute 5.373 case, con un rialzo del 23,6% sullo stesso periodo di un anno prima (+18,2% nel trimestre precedente rispetto allo stesso periodo 2014 e +13,4% nell’intero 2015).

A Genova e Palermo i rialzi registrati sono stati dell’ordine del 15%, +10,3% a Firenze, mentre Roma si ferma a un +4,5% (+4,6% nel terzo quarter 2015 sullo stesso periodo 2014). La Capitale resta decisamente lontana dalla performance di Milano. Anche su base annua risalta la distanza tra i tassi di crescita di Roma e Milano, con il mercato della capitale sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (+0,8%).


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