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Perizie immobiliari, pronte le linee guida sottoscritte da Abi e professioni tecniche - Il testo

Giuseppe Latour

Il documento - già in linea con la direttiva Ue sui mutui - precisa certificazioni, onorari e prestazioni sulla valutazione degli immobili

Certificazioni, onorari, livello delle prestazioni da garantire. Le nuove linee guida sulla valutazione degli immobili, risultato del tavolo tecnico che ha visto la partecipazione di tutte le professioni tecniche, sono state appena firmate presso la sede dell'Abi. Il documento, che fornisce un supporto di lavoro fondamentale per chi svolge questo tipo di perizie, è allineato alle ultime indicazioni europee in materia, compresa l'ultima direttiva mutui, ancora da recepire in Italia.

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«Grazie al lavoro svolto dalla Rete delle professioni tecniche - spiega il coordinatore Armando Zambrano - l'Italia ha le carte in regola in tema certificazione del professionista, anche se ci sono ancora delle società che assumono incarichi, anche in subappalto, affidandoli ai professionisti, proponendo onorari che non coprono neppure i costi della prestazione. Un iter che genera una ripercussione profonda: abbassa la qualità della prestazione resa, danneggia il committente inconsapevole di quanto avviene, coinvolgendo il sistema bancario e creando, di conseguenza, un danno per la collettività».

Con le linee guida appena approvate, le modalità per svolgere la valutazione immobiliare si aggiornano alle indicazioni contenute nella direttiva europea sui mutui, ancora da recepire in Italia. Il documento è stato messo a punto di concerto con gli operatori del mercato. E conferma la centralità del ruolo del professionista, come aveva da subito e ampiamente sostenuto la Rete. Mettendo alcuni paletti precisi. La qualifica di valutatore immobiliare, infatti, nel nostro paese può ancora essere appannaggio di innumerevoli figure professionali, lasciando aperta la questione dell'aggiornamento e della qualifica professionale in assenza di un albo specifico. Al momento, chi intraprende questo percorso professionale ha diverse possibilità per dimostrare le proprie capacità professionali: la norma ISO 170024 e la qualifica REV (Recognised European Valuer) di Tegova.

Indicazioni precise arrivano anche per il compenso e lo svolgimento dell'incarico. Sono elementi che devono essere entrambi adeguati alla complessità della valutazione, in considerazione anche della natura e dell'ubicazione territoriale dei beni. Infine, bisogna considerare che i principi e i concetti generali per svolgere una valutazione in base a metodi e prassi definiti richiedono un aggiornamento costante delle conoscenze professionali, pari almeno a 60 ore ogni tre anni. «Questo – spiega una nota della Rete - al fine di assicurare quei parametri di certezza del prezzo e di trasparenza dell'operazione che rappresentano la garanzia del credito, in un'ottica che porta alla modernizzazione del mercato italiano delle valutazioni immobiliari, rendendolo più efficiente, dinamico e integrato a livello europeo».


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