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Efficienza energetica, linea dura del Mise: Ape con nuove regole anche sulle case con titolo edilizio precedente al 1° ottobre 2015

Massimo Frontera

Le Faq del ministero dello Sviluppo con i chiarimenti sulle nuove norme sull’efficienza energetica: requisiti minimi e Ape unico

Nessun dubbio che in caso di vendita e affitto dopo il primo ottobre si applichino le nuove linee guida sull’attestazione di efficienza energetica. Ma cosa succede per le pratiche edilizie in corso, cioè le pratiche che hanno la richiesta di permesso a costruire prima dell'entrata in vigore del decreto requisiti e/o delle linee guida nazionali?

E ancora: si può produrre un Ape relativo sia a un edificio residenziale e non? Quali sono le fonti rinnovabili? Come vanno inserite le raccomandazioni per migliorare l’edificio? Qual è la superficie utile da considerare nel calcolo sulla prestazione energetica? La sostituzione di un caldaia tradizionale con una a condensazione rappresenta un cambio di tipologia di generatore?
A tutte queste domande inviate al Mise, all’Enea e al comitato termotecnico italiano sono state date delle risposte. Il 21 ottobre il ministero dello Sviluppo ha infatti fornito risposte ai primi 19 quesiti pervenuti sull’applicazione delle nuove norme per l’efficienza energetica. Risposte in cui si offrono anche precisazioni tecniche e delucidazioni utili per l’esatta compilazione dell’Ape o per il corretto calcolo dei requisiti.

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Tornando al quesito iniziale, il Mise prende posizione su un quesito molto a cuore da parte delle imprese di costruzione. E conferma un’applicazione rigorosamente aderente alle norme, con applicazione dei requisiti minimi di progettazione in vigore al momento della richiesta del titolo edilizio e applicazione delle linee guida sull’Attestato di prestazione energetica (Ape) in vigore al momento della produzione dell’attestato stesso. Ergo: una casa per la quale un costruttore ha chiesto il permesso prima del 1 ottobre 2015, e che sarà terminata nei prossimi 2-3 anni avrà una classificazione energetica in base alle nuove linee guida, dunque più severa. Il che significa che chi ha acquistato una casa garantita in classe “A” dall’impresa potrebbe poi avere la sorpresa di entrare in una casa in classe «B» o «C», perché valutata in base a norme più severe. Unica concessione del Mise è la possibilità di annotare all’interno dell’Ape, la vecchia classe energetica e la vecchia prestazione energetica.
Ma ecco la risposta integrale del Mise al quesito n.7: «I requisiti minimi da rispettare dipendono dalla data di richiesta del titolo abilitativo. La procedura e la normativa da seguire è quella in vigore a tale data. La redazione dell'AQE (Attestato di qualificazione energetica, ndr) a cura del direttore dei lavori avverrà secondo le procedure e le metodologie di calcolo vigenti alla data della richiesta del permesso a costruire. L'attestato di prestazione energetica deve essere redatto seguendo la legislazione e la normativa in vigore al momento della produzione dell'attestato. Dal 1 ottobre 2015 varrà quindi solo la nuova procedura (DM interministeriale 26 giugno 2015) di redazione dell'Ape. Nel campo “informazioni aggiuntive” del nuovo APE può essere riportata la vecchia classe energetica e la vecchia prestazione energetica».


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