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Stabilità, dall'ecobonus alle manutenzioni con gare Consip: tutte le misure per imprese e professionisti

Alessandro Arona, Giuseppe Latour e Mauro Salerno

L'analisi delle principali misure per l'edilizia contenute nel disegno di legge Stabilità

Un miliardo di euro ai Comuni per fare investimenti (spesa 2016) e un altro anno di bonus fiscali a pieno regime (aliquote massime al 50% e 65%). E poi la possibilità per la Consip di gestire tramite aste telematiche anche le manutenzioni edili, insieme al raddoppio del regime dei minimi dei professionisti (tetto dei ricavi salito da 15mila 30mila euro). Sono queste le norme del Ddl di Stabilità a maggior impatto per l'edilizia, anche se per ora non esiste un testo ufficiale "bollinato" dalla Ragioneria e depositato in Parlamento, e le bozze che circolano non hanno la parte "tabellare", importante per capire se salgono o scendono le risorse statali destinate a infrastrutture e edilizia.
Al netto di queste considerazioni, vediamo una per una le principali norme di interesse per le costruzioni e i professionisti della progettazione.

Incentivi al recupero
Le proroghe degli incentivi alle ristrutturazioni arrivano all'articolo 7 della bozza del Ddl Stabilità. Confermato l'allungamento fino al 31 dicembre 2016 sia dell'ecobonus 65% per il miglioramento energetico degli edifici che del 50% per le ristrutturazioni. La proroga riguarda anche il bonus raddoppiato a 96mila euro e il riconoscimento dell'aliquota più altra (65%) anche per gli interventi antisismici nelle zone a più alto rischio terremoto. Un anno in più anche per il bonus sull'acquisto di abitazioni interamente ristrutturate dalle imprese (se vendute entro 18 mesi dalla conclusione dei lavori). Il bonus del 50% in questo caso si assume pari al 25% del prezzo di vendita sempre entro il tetto di 96mila euro. Confermata anche la proroga di un anno del bonus 65% per l'efficientamento energetico dei condomini. Mentre viene rinviato di un anno (entro il 31 dicembre 2016) il termine entro il quale il governo dovrà riordinare tutte le norme sugli incentivi, puntando a stabilizzarli.

Bonus mobili
All'articolo 7 arriva anche la conferma del bonus mobili, con tetto di spesa raddoppiato da 10mila a 20mila euro per le coppie giovani che acquistano un'abitazione.

Appalti centralizzati
Anche i Comuni con meno di diecimila abitanti potranno eseguire in autonomia, dunque senza passare da una centrale, da un'unione di comuni o da un soggetto aggregatore, gli appalti di importo inferiore a 40mila euro. Passa dunque la misura richiesta a gran voce dai Comuni che giudicavano quest'obbligo come una camicia di forza suscettibile di ingessare l'attività dei piccoli enti. A parte questa correzione di rotta, l'articolo 38 della Stabilità contiene una serie di misure pensate per rafforzare la scelta di centralizzare le attività di acquisto della pubblica amministrazione. La novità maggiore riguarda l'attività della Consip, che non sarà più relegata all'acquisto di beni e servizi. Il Ddl stabilisce infatti che le aste telematiche gestite dalla società controllata dal Mef «potranno avere ad oggetto anche attività di manutenzione qualificabili come lavori pubblici». Inoltre le amministrazioni saranno costrette a programmare con un orizzonte di almeno due anni gli acquisti di importo superiore al milione di euro. Questo programma dovrà essere comunicato all'Anac. Di conseguenza viene abrogato l'articolo 271 del regolamento appalti (Dpr 207/2010) che consentiva alle Pa di elaborare un programma annuale degli acquisti. Infine si stabilisce che in assenza di convenzione Consip e prezzi standard dell'Anac, sarà la stessa Anac a elaborare l'adeguamento prezzi delle vecchie convenzioni e che questi prezzi costituiranno «prezzo massimo di aggiudicazione per il periodo temporale indicato dall'autorità medesima».

Comuni, addio al patto di stabilità
Il governo prevede l'abolizione del complesso meccanismo del Patto di stabilità interno, che negli anni passati ha penalizzato in particolare gli investimenti, anche nei casi in cui i Comuni avevano le risorse in cassa. Al suo posto i Comuni «devono conseguire un saldo (di bilancio) non negativo, in termini di competenza, tra le entrate fiscali e le spese finali».
Che significa tutto questo? Lo ha spiegato lo stesso ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, ex sindaco e presidente dell'Anci: «Il Patto di Stabilità era una vera camicia di forza che impediva anche ai Comuni virtuosi e con i soldi in cassa di spendere per ammodernare scuole, costruire strade, fare manutenzione al territorio, investire. Ora l'abbiamo cancellato. Si tratta di una misura attesa, di buon senso, che consentirà di avviare nuove opere pubbliche, spingendo l'acceleratore sul Pil». Ma quanto vale la misura? «Attiverà investimenti per circa un miliardo di euro, ma visto che si tratta di una regola assolutamente nuova bisognerà verificarne nel corso dell'anno la ricaduta. Chi ha soldi in cassa, avanzi di bilancio, e progetti concreti, potrà spendere». Altri 500 milioni potrebbbero essere destinati all'e dilizia scolastica se dall'Europa arriverà (ma sembra difficile) lo 0,2 per cento di flessibilità nel rapporto tra deficit e pil chiesto a fronte delle spese che sta sostenendo per l'accoglienza dei migranti.

Tempi di pagamento
In qualche modo collegata allo svincolo dal patto per gli investimenti dei Comuni è la misura che all'articolo 52 impone una stretta per i tempi di pagamento delle amministrazioni. L'obiettivo è allinearsi gradualmente ai tempi imposti dall'Unione europea. Sul punto il Ddl vieta la possibilità di assunzioni di personale (inclusi collaborazioni e stabilizzazione di contratti) sotto qualsiasi forma agli enti che sforano questi tempi. In particolare il divieto opera per gli enti che hanno superato i 90 giorni di ritardo nei tempi di pagamento relativi all'esercizio 2014. Il tetto scende a 60 giorni nel 2015 e a 30 giorni nel 2016.

Addio tassa sulla prima casa
Dal 2016 vengono cancellate la Tasi e l'Imu sulle case utilizzate dal proprietario come abitazione principale. La cancellazione riguarda anche gli immobili classificati nelle categorie catastali A/1 (dimore signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio).
Il Ddl Stabilità mantiene inalterata la definizione di abitazione principale contenuta nel decreto salva-Italia (articolo 13, Dl 201/2011): è l'immobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.
Oltre all'auspicato - dal premier Renzi - effetto sui consumi, l'abolizione della Tasi potrebbe avere un effetto di stimolo sul mercato immobiliare, sulle compravendite di case, e di conseguenza sull'edilizia.

Imu sull'invenduto, solo un mini-sconto
Il bicchiere delle tasse sulle case invendute dei costruttori è mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda del punto di vista. Il Ddl Stabilità stabilisce che l'aliquota Imu è ridotta all0 0,1% (cioè 1 per mille), aliquota che i Comuni possono azzerare o aumentare fino al 2,5%.
Il 2,5% massimo è la stessa aliquota del 2015, e dunque rispetto allo zero che si è pagato nel 2014 e rispetto alle richieste di Ance e Confindustria di cancellare questo balzello, e anche sui terreni edificabili, il bicchiere è mezzo vuoto.
Tuttavia a legislazione vigente, senza modifiche normative, l'aliquota massim a Imu+Tasi sarebbe potuta salire nel 2016 fino al 10,6% , dunque da questo punto di vista il bicchiere è mezzo pieno.

Fondi per le piste ciclabili
Arriva il fondo di 38 milioni annunciato nei giorni scorsi dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per le piste ciclabili. Il fondo è previsto al comma 43 dell'articolo 44 della bozza di legge di Stabilità. «Per la progettazione e la realizzazione di ciclovie turistiche, di ciclostazioni nonché per la progettazione e la realizzazione di interventi concernenti la sicurezza della ciclabilità cittadina - recita la norma - , è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2016, 13 milioni di euro per l'anno 2017 e 15 milioni di euro per l'anno 2018».
Lo stesso comma specifica che i progetti e gli interventi da finanziare saranno individuati con apposito decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e, per quanto concerne quelli relativi alle ciclovie turistiche, con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo.
Le coperture vengono trovate in parte dalla riduzione delle risorse destinate all'erogazione del contributo per le spese di trasporto delle piccole e medie imprese siciliane, in parte da fondi del Mit ed in parte dalla riduzione delle risorse destinate nel 2009 all'attuazione del trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, firmato ai tempi di Gheddafi.

Imu, 200 euro di sconto agli Iacp
Niente abolizione, più volte chiesta dagli Iacp o Ater-Aler, anche per l'Imu sulle case popolari, ma la Stabilità introduce una detrazione fissa di 200 euro per appartamento, che non è poco visti i bassi valori catastali delle case popolari.

Clausola di flessibilità per gli investimenti
È la misura più inafferrabile della manovra del governo, anche perché non compare nell'articolato (clicca qui per approfondire ).

Il presupposto della richiesta del governo di avvalersi della clausola è la Comunicazione della Commissione europea del 13 gennaio 2015 . Spiega la Commissione: «Gli Stati membri soggetti al braccio preventivo del patto possono deviare temporaneamente
dall'obiettivo a medio termine o dal percorso di avvicinamento ad esso per far spazio ad
investimenti, alle seguenti condizioni: la crescita del PIL è negativa o il PIL resta ben al di
sotto del suo potenziale; la deviazione non implica il superamento del valore di riferimento
del 3% fissato per il disavanzo ed è mantenuto un opportuno margine di sicurezza; i livelli
degli investimenti aumentano di conseguenza in modo effettivo; la deviazione è
compensata entro l'orizzonte temporale del programma di stabilità o di convergenza dello
Stato membro. Gli investimenti ammissibili sono le spese nazionali per progetti cofinanziati dall'UE nel quadro della politica strutturale e di coesione, delle reti transeuropee e del meccanismo per collegare l'Europa, nonché il cofinanziamento da parte degli Stati membri di progetti di investimento finanziati anche dal Fondo europeo per gli investimenti strategici
».

In pratica si ottiene (al 100% solo per un primo anno) la tanto agognata "golden rule" sugli investimenti compresi in programmi europei, cioè si ottiene di non contabilizzare al fine del deficit/Pil la spesa per il co-finanziamento nazionale ai programmi Fesr (Pon nazionali e Por regionali), alle opere Ten e Connecting europe, ai progetti del Piano Juncker (Feis).
La cifra di 5,1 miliardi, lo 0,3% del Pil, di cui si parla in questi giorni, è calcolata nel Documento programmatico di bilancio 2016 (si veda la tabella a pagina 12), consegnato dal governo italiano il 16 ottobre alla Commissione europea. Si calcola che accelerando al massimo la spesa (grazie anche ai progetti "a scavalco" tra la programmazione Fesr-Fse 2007-13 e 2014-20) si possano spendere nel 2016 in tutto 11,3 miliardi di euro, di cui 5.150 milioni di co-finanziamenti nazionali, 1.400 mln europei dal Fesr, 600 dall'Fse, 200 dal Garanzia Giovani, 1.050 dal Connectin Europe Facility (reti Ten), 1.050 dal fondo Juncker, 800 dal Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), 50 dal Feamp (Fondo europeo affari marittimi e pesca).
Per categorie di interventi, la spesa riguardante infrastrutture dovrebbe essere di 6.070 milioni (di cui 3.100 mln per trasporti e reti infrastrutturali) su 11.300 come valore complessivo, e di 3.060 milioni (di cui 1.850 per i trasporti) su 5.120 per quanto riguarda il co-finanziamento.
In parte si tratta di spesa che sarebbe stata fatta comunque, con la differenza che il governo può non contabilizzare il co-finanziamento e dunque liberare risorse, fino a un massimo di 5,1 miliardi, per finanziare le misure di spesa e sconti fiscali costruite da Renzi e Padoan nella legge di Stabilità; ma in parte il governo vuole accelerare la spesa, spendere di più di quanto sarebbe stato normalmente. A questo proposito nell'articolato compare anche una norma che permette alle Regioni di accelerare la spesa sui fondi europei creando un «Organismo strumentale per gli interventi comunitari», nel quale concentrare tutti i crediti e i debiti riguardanti le risorse comunitarie.

Super-ammortamento per gli investimenti
Ai fini delle imposte su redditi, imprese e professionisti che investono in «beni materiali strumentali» nuovi dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016 possono portare in ammortamento, in un solo anno, un valore maggiorato del 40%. Oltre ad avere l'ammortamento immediato il primo anno, dunque, avranno anche una deduzione fiscale extra del 40%.
Nella misura rientrano anche i professionisti, che possono portare in ammortamento mobili, computer e altri macchinari. Per le imprese ci rientrano le macchine da cantiere, i computer, le auto aziendali.
Non vi rientrano, in nessun caso, gli edifici (capannoni e sedi aziendali), né i sofware applicativi, ad esempio quelli per il Bim: niente sconto fiscale, dunque, per chi investe nel Bim.

Professionisti, tetto doppio per il regime dei minimi
Sul fronte dei professionisti, la misura più importante è l'innalzamento della soglia per il regime forfettario: fino a 30mila euro (prima erano 15mila) si pagherà un'aliquota unica del 15 per cento. Questo regime di favore sarà potenziato ulteriormente per i piccoli studi in fase di avviamento. Entro i primi cinque anni, l'aliquota per le partite Iva sarà appena del 5 per cento. Questa misure sono inserite nel Ddl Stabilità (clicca qui per approfondire ). Alla manovra, poi, sarà collegato un disegno di legge dedicato alle professioni, un vero e proprio "Jobs act" riservato agli autonomi. Tra le molte misure che conterrà, la più attesa è certamente quella che porta al 100% (dall'attuale 50%) la deducibilità delle spese di formazione, come master, corsi, conferenze entro il tetto di 10mila euro all'anno. La Rete delle professioni tecniche la chiedeva ormai da anni.

Cassa depositi braccio operativo del piano Juncker
Via libera alla partecipazione di Cassa Depositi e prestiti al piano Juncker per gli investimenti, con l'obiettivo di aggiungere circa 8 miliardi di euro di prestiti ai 10-11 che probabilmente la Bei riserverà ai progetti italiani, e alla fine finanziare investimenti complessivi per 30-35 miliardi di euro (banda larga, autostrade al Nord in Ppp, opere comunali in project financing, finanziamenti agevolati alle Pmi).
Clicca qui per approfondire

Edilizia giudiziaria
Convertire i mutui richiesti dagli enti locali alla Cassa depositi e prestiti per aumentare gli spazi a disposizione dei Tribunali in finanziamenti utili a realizzare progetti diversi dall'edilizia giudiziaria, a condizione però che il riuso dei locali venga poi reso funzionale a fare spazio agli uffici giudiziari. La legge di stabilità (articolo 44, comma 19) prova a sbloccare la partita dei mutui richiesti dagli enti locali per l'edilizia giudiziaria, concessi ma non ancora erogati o utilizzati. Gli interventi riguardano immobili pubblici già esistenti, da ristrutturare, ampliare, sopraelevare o rifunzionalizzare «anche con finalità diverse dall'edilizia giudiziaria». A condizione che il «riuso», a seguito di intese con le amministrazioni interessate e il ministero della Giustizia, «sia funzionale a progetti di edilizia giudiziaria».

Dismissioni, 240 milioni da Difesa e Affari esteri
Dagli immobili della Difesa, anche a destinazione residenziale, dovranno arrivare più soldi di quelli programmati. La manovra ritocca in diversi passaggi la legge di Stabilità dello scorso anno, che aveva previsto di incassare 100 milioni all'anno nel 2016 e nel 2017. Adesso l'obiettivo è recuperare più denaro: per l'esattezza, 200 milioni di euro in più, tutti nel 2016. Questi proventi extra confluiranno nel bilancio dello Stato. A questo denaro andranno aggiunti altri 40 milioni di euro, derivanti dalle operazioni di dismissione immobiliare realizzate nel triennio 2016-2018 dal ministero degli Esteri: 20 milioni il primo anno e dieci per ciascuno dei due anni successivi.

Università, tagli per 30 milioni ai trasferimenti per l'edilizia
Altro denaro sarà recuperato dagli immobili universitari. La misura riguarda "le risorse finanziarie assegnate e trasferite alle università, nell'ambito dei finanziamenti per l'attuazione degli interventi di edilizia universitaria negli anni dal 1998 al 2008": gli Atenei che hanno provveduto a definire gli interventi da realizzare entro la fine del 2014 ma che non si sono ancora mossi per spendere il denaro, subiranno un taglio. Le risorse non spese torneranno nel bilancio dello Stato. Sarà un decreto del Miur a definire l'ammontare di questa tosatura, fino a un massimo di 30 milioni di euro.

Art bonus
L'art-bonus diventa permanente. È questa la principale novità che il Ddl stabilità riserva al mondo della cultura e in particolare della tutela del patrimonio storico e architettonico. Lo sgravio del 65%, introdotto l'anno scorso, concesso a favore delle erogazioni liberali per recuperare complessi di pregio artistico viene stabilizzato. La misura consentirà di indirizzare maggiori risorse private nella cura e restauro del patrimonio diffuso dei beni culturali italiani. Ad oggi, le erogazioni liberali incentivate dall'art-bonus sono state pari a circa 16 milioni. La norma consente attualmente di detrarre il 65% delle donazioni che persone fisiche, imprese ma anche fondazioni bancarie (come ha chiarito la recente risoluzione 87/E del 15 ottobre scorso) concedono a favore dei beni culturali. Le norme in vigore prevedono che il credito di imposta possa essere ripartito in tre quote annuali di pari importo. Se il ddl Stabilità dovesse essere approvato, sarà cancellata la ripartizione in tre quote e sparirebbe anche il termine di scadenza.

Fondi a Matera
Fondi a Matera, la città che ha vinto la selezione per essere la Capitale della Cultura 2019. Per la realizzazione del programma di interventi legato all'evento la legge di Stabilità mette a disposizione 28 milioni di fondi in quattro anni: 2016 (2 milioni), 2017 (6 milioni), 2018 (11) e 2019 (9 milioni). La lista degli interventi da finanziare sarà individuata con un decreto del Mibac.



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