Casa Fisco Immobiliare

Ance: per le tasse sulla casa «incremento pazzesco» del 143% in tre anni. Italia al terzo posto in Europa

Massimo Frontera

I costruttori ai deputati della Commissione Finanze della Camera: nella legge di Stabilità incentivi alla rottamazione per stimolare il mercato abitativo

La tassazione sul possesso degli immobili è passata dai 9,8 miliardi di euro del 2011, quando era in vigore l'Ici, ai 23,9 miliardi della combinazione Imu-Tasi del 2014, «determinando un incremento della pressione fiscale sul possesso del 143,5% in soli tre anni».

«È un incremento pazzesco», ha sottolineato il vicepresidente dell'associazione dei costruttori edili, Giuliano Campana, nel corso di un'audizione ieri presso la Commissione Finanze della alla Camera. La raccomandazione dell'Europa ad abbassare il costo del lavoro spostandolo sull'imposizione immobiliare, «evidentemente non è rivolta all'Italia, visto che oggi siamo al terzo posto in Europa per imposizione sulla proprietà immobiliare dopo Francia e Gran Bretagna. Con la differenza che in Francia e Inghilterra i proprietari di abitazioni sono molto inferiori al tasso di proprietari di case dell'80% che c'è in Italia. Quindi possiamo anche dire che abbiamo una medaglia d'oro su questo».

SCARICA IL TESTO - IL DOCUMENTO INTEGRALE DEL CENTRO STUDI DELL'ANCE

Nel 2014 - si legge nella memoria che l'Ance ha lasciato agli atti dopo l'audizione - il 56,7% del prelievo sugli immobili è riconducibile all'Imu+Tasi (nel 2011 con l'Ici era il 29,8%), un ulteriore 17,1% alle imposte di natura "reddituale", mentre le imposte sui trasferimenti e sulle locazioni incidono rispettivamente per il 21,2% ed il 5 per cento.

Quanto alle misure per incentivare il mercato, i costruttori dell'Ance propongono di orientare gli incentivi verso l'acquisto di abitazioni ad alte prestazioni energetiche. «Proponiamo uno sgravio del 50% dell'Iva sull'acquisto di case in classe A e B, per tre anni, con la possibilità di recuperarlo nel corso di cinque anni - ha detto Campana - cui aggiungere l'esenzione triennale di Imu e Tasi». L'altra proposta è quella di una vera e propria rottamazione. «Chiediamo di poter prendere in carico le vecchie case di chi acquista una nuova casa ad alta efficienza energetica - spiega Campana -. Sulla vecchia abitazione chiediamo di pagare una tassa di registro fissa. Noi ci impegniamo a riqualificarla rendendola più efficiente. Questo sistema porterebbe uno stimolo al mercato ma anche un miglioramento della qualità edilizia».

Quanto alla riforma del catasto, i delegati dell'Ance hanno rilevato la battuta d'arresto «proprio a causa del possibile ulteriore incremento di prelievo sugli immobili, alla luce dei contenuti della delega fiscale, confermando così i timori che l'Ance ha già da tempo espresso sugli effetti devastanti di un incontrollato aumento dei valori catastali, che non può che tradursi in un'impennata della tassazione sugli immobili».
Sulla questione catasto i costruttori hanno ribadito la richiesta di una «Garanzia dell'invarianza di gettito a seguito della riforma, preceduta da un processo di riorganizzazione della tassazione immobiliare. I costruttori chiedono inoltre il «rinvio dell'operatività, ai fini iva, della nuova definizione di "abitazione di lusso" al definitivo completamento del processo di revisione del catasto». Infine, si chiede «l'introduzione di una norma nazionale che escluda, ai fini di tutti i tributi, l'efficacia retroattiva degli accertamenti catastali con i quali si riclassificano gli immobili e/o se ne rivede la rendita in precedenza attribuita».


© RIPRODUZIONE RISERVATA