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Realacci: estendere gli eco-incentivi a condomini e includere i lavori antisismici e di rimozione amianto

Massimo Frontera

Pressing del presidente della commissione Ambiente della Camera sugli ecobonus in occasione del convegno Sitda sulla rigenerazione urbana. Delle Piane (Ance): le imprese che hanno innovato sono cresciute

«Gli sgravi fiscali del 65% vanno confermati, consolidati ed estesi». Non ha dubbi il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che la strada per la ripresa dell'edilizia passi in gran parte per la proroga e - possibilmente - la stabilizzazione degli incentivi fiscali, una delle misure che maggiormente hanno aiutato sia l'economia reale che l'ammodernamento del patrimonio edilizio. Realacci ha parlato ieri a Roma al convegno nazionale sulla rigenerazione urbana organizzato dalla Societ√† italiana della tecnologia dell'architettura (Sitda), rete di docenti universitari (con sede all'Università Federico II di Napoli) interessati a sviluppare i temi legati alla tecnologia dell'architettura. Il convegno si conclude oggi nella Capitale presso la casa dell'architettura a Via Manfredo Fanti. «Gli incentivi vanno estesi agli interventi antisismici e vanno estesi alla rimozione dell'amianto - ha insistito Realacci, ma va anche ampliata la tipologia dei beneficiari, includendo per esempio i condomini».
Per capire l'importanza e l'urgenza di intervenire sulla leva dell'incentivo basta considerare, sottolinea sempre Realacci, che «la bolletta energetica di una famiglia vale 2.000 euro e che l'Imu vale 200 euro». Appare chiaro come le famiglie siano motivate a investire nell'abbassamento della bolletta energetica.

Bellicini (Cresme): la rigenerazione urbana deve mettere gli abitanti al centro
L'efficienza energetica degli immobili è un driver potentissimo, ha ricordato inoltre il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, alla platea del convegno sulla rigenerazione urbana. «Il 70% degli investimenti in costruzioni è fatto da riqualificazioni». E resta assolutamente centrale il ruolo di sostegno e motore dell'edilizia finora giocato dagli sgravi fiscali: «nel 2013 e nel 2014, ha detto Bellicini, gli incentivi fiscali hanno mosso 28 miliardi di investimenti ogni anno. E quest'anno prevediamo che staremo sulla stessa cifra». Il problema è semmai come veicolare questo driver, utilizzando le tecnologie oggi disponibili, per uscire dalla dimensione del medio e del micro e fare il salto di scala verso modelli di vera rigenerazione urbana, modelli che prevedano una aggregazione di forze e di operatori intorno a progetti di rinnovamento urbanistico: «una rigenerazione che abbia gli abitanti al centro, con il loro benessere sociale e ambientale».

Delle Piane (Ance): per la rigenerazione urbana serve un ruolo forte del pubblico
«La tecnologia rappresenta per le costruzioni una rivoluzione pari a quella avvenuta con il cemento armato». Così il presidente dei giovani costruttori dell'Ance, Filippo Delle Piane. «La crisi ha fatto sparire 80mila imprese e 800mila addetti - ha premesso l'imprenditore -. ma le imprese che hanno saputo innovare non solo hanno resistito ma sono cresciute. E oggi abbiamo di fronte un mercato radicalmente cambiato: dobbiamo sapere ascoltare la domanda, oggi si parla di ricucire il territorio, di riutilizzarlo. Ma bisogna anche creare le condizioni: Il pubblico deve essere convinto che occorre valorizzare la nuova edilizia efficiente rispetto alla vecchia». Molti segnali fanno capire che questa convinzione non è matura. Delle Piane cita la norma che consente agli enti locali di utilizzare in larghissima parte gli oneri di urbanizzazione per spese correnti: di fatto una "distrazione" dagli investimenti per la messa in sicurezza del territorio che l'Ance ha quantificato in sette miliardi l'anno.

Freyrie (Cna): Rendere più sicure le città italiane

La rigenerazione urbana? Il presidente degli architetti Leopoldo Freyrie ne fa addirittura una questione di principi costituzionali. «Oggi - osserva il presidente degli architetti - il patrimonio edilizio non assicura le esigenze di sicurezza, dalle polveri sottili ai terremoti alle inondazioni, tutti principi che se vogliamo sono quelli sanciti dalla Costituzione italiana». «La vera mission - sottolinea - è rendere le città italiane più sicure, partendo dal progetto, che fino ad ora è stato trascurato».


Zanchini (Legambiente): semplificare gli interventi di retrofitting e sostituzione edilizia
Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, ha parlato di regole, segnalando la doppia esigenza di semplificazione delle norme ma anche di orientarle al meglio per ottenere gli effetti desiderati. «Dopo essersi occupata delle infrastrutture e delle semplificazioni edilizie nell'edilizia privata, la semplificazione si deve occupare dei quartieri e degli edifici esistenti - il : , ora si deve rendere semplice il retrofit, si deve definire questa nuova categoria di intervento edilizio, e deve diventare un intervento semplice e conveniente. Stessa cosa per la sostituzione edilizia.
Stessa cosa la sostituzione. Oggi è del tutto assurdo e uno spreco di risorse che ci siano detrazioni fiscali senza che ci sia un obiettivo di efficienza energetica. Le detrazioni edilizie senza che ci sia un effetto di miglioramento energetico è un assurdo. Le detrazioni devono esserci e devono essere progressive all'incremento energetico raggiunto, fino al 65%, solo così si muove l'edilizia e la qualità del costruito.


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