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Terremoto in Abruzzo, Commissione Ue: gli aiuti post sisma vanno restituiti

Michele del Castello e Alessandro Sacrestano

Per l'Europa sono illegittimi gli sconti fiscali concessi in modo generalizzato alle imprese

Vanno restituiti gli aiuti di Stato fruiti dalle imprese abruzzesi nel post-terremoto. Lo ha stabilito la Commissione europea, con un comunicato dello scorso 14 agosto, in seguito a un'indagine approfondita che ha constatato che determinate misure di riduzione delle imposte e dei contributi previdenziali obbligatori in zone colpite da calamità naturali adottate dall'Italia sono andate a vantaggio anche di imprese che non hanno subito danni e hanno dato luogo a sovra compensazioni.

Il comunicato anticipa il provvedimento finale in via di notificazione al governo italiano. Lo sgravio fiscale e previdenziale di cui si scrive è contenuto nella legge 183/2011, in base alla quale per consentire il rientro dall'emergenza derivante dal sisma che ha colpito il territorio abruzzese il 6 aprile 2009, la ripresa della riscossione di cui all'articolo 39, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del Dl 78/2010 (legge 122/2010) avviene, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in centoventi rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2012.

L'ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, o carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti, è ridotto al 40 per cento. La norma rispecchia le altri similari che si sono ripetute, sin dal 1990, in occasione di varie calamità naturali; dal terremoto di Umbria-Marche a quello del Molise-Puglia, dall'eruzione dell'Etna all'alluvione del Tanaro. Tuttavia la Commissione europea ha constato che le misure adottate dal Governo italiano non concedono il contributo in relazione al danno effettivamente subito dalle imprese ma sulle semplice base di avere la sede legale o lo stabilimento produttivo nelle zone colpite dall'evento calamitoso e potrebbero, quindi, aver ottenuto aiuti senza aver subito alcun danno.

Si tratterebbe, dunque, di aiuti che violano, anche potenzialmente, la concorrenza; quindi vietati dalle norme sul Trattato Ue se non limitate al de minimis.La Commissione europea si è mossa a seguito dell'input di un giudice di Cuneo che ha chiesto chiarimenti in merito alle agevolazioni concesse in seguito all'alluvione del Tanaro. Da lì è cominciato l'esame di tutte le norme agevolative dal terremoto del 1990 in Sicilia in poi sino ai giorni nostri e ha verificato che lo Stato italiano non ha mai notificato tali norme. Infatti nel provvedimento C(2012)7128 del 17 ottobre 2012 leggiamo: trattandosi di misure che sono già entrate in vigore, la Commissione deplora che le autorità italiane non abbiano soddisfatto gli obblighi di notifica ad esse incombenti ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Tfue.


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