Casa Fisco Immobiliare

I vecchi attestati restano validi per dieci anni

Silvio Rezzonico e Maria Chiara Voci

Chi è gia in possesso di un'Ape in corso di validtà non dovrà chiederne il rifacimento fino alla naturale scadenza

La buona notizia è che, se dal 1° ottobre scatterà la nuova legislazione per la compilazione dell’attestato di prestazione energetica, chi ha già in suo possesso un Ape in corso di validità (anche rilasciato secondo uno dei sistemi in vigore oggi sui vari territori regionali) non dovrà chiederne il rifacimento. Almeno fino alla naturale scadenza. Così come in passato, la targa energetica continuerà a valere fino a un massimo di dieci anni, a partire dalla data di rilascio.

Naturalmente tutto questo a precise condizioni. Se, infatti, dopo il rilascio dell’Ape da parte di un professionista, il fabbricato o l’appartamento oggetto dello screening viene coinvolto in un intervento di ristrutturazione o di riqualificazione che riguardi «elementi edilizi o impianti tecnici in maniera tale da modificare la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare», allora concluso il cantiere l’attestato non ha più validità. In caso di affitto o di compravendita sarà, dunque, da rifare.

Novità, inoltre, dei Dm del 26 giugno 2015 (già introdotta in passato, ma ora fissata in modo incontrovertibile) è che l’Ape cessa il suo corso anche quando il proprietario o l’inquilino di un immobile non sottopone alle manutenzioni periodiche gli impianti tecnici e in particolare di quelli termici. Ispezioni che – quelle di efficienza energetica – sono obbligatorie a livello nazionale secondo quanto prescritto dal Dpr 74/2013 ogni quattro anni per gli impianti “domestici”, dai 10 kW ai 100 kW e ogni due per le potenze immediatamente superiori. Anche se, a seconda della Regione in cui è ubicato l’appartamento, è necessario fare riferimento a ciò che prescrive la disciplina regionale, visto che sulla tempistica quasi tutti i territori (anche quelli che hanno recepito con atto esplicito il decreto statale) seguono propri termini, in genere biennali.

Quale che si sia la norma locale di riferimento, in caso di inadempienza, «l’Ape decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata». I libretti di impianto vanno allegati all’Ape (in formato cartaceo o elettronico), così come in Lombardia, Emilia Romagna o Veneto, l’Ape deve essere allegato, quando c’è, al libretto.

Per chi dovrà rifare la targa energetica per naturale scadenza o mancata manutenzione degli impianti, uno dei risvolti possibili sarà che nel passaggio dal sistema regionale a quello unico nazionale potrebbero verificarsi dei “salti” di classe: ad esempio, da classe F a G, o magari al contrario, in senso migliorativo. Infine, il raffronto con l’edificio di riferimento potrebbe comportare, in uno stesso palazzo - ma a fronte di caratteristiche differenti, anche per la disposizione degli spazi – ad avere due appartamenti con gradi di “merito” diversi.


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