Bollettino Bandi

Irregolarità e ricorsi: l'Anas blocca il bando da 15 milioni per ridare l'illuminazione a Gra e Roma-Fiumicino

Al. Le.

La gara era stata promossa lo scorso maggio con l'obiettivo di mettere fine ai furti di rame e agli atti vandalici grazie a impianti di ultima generazione

Irregolarità e ricorsi hanno bloccato la gara dell'Anas da 15 milioni per ripristinare l'illuminazione sul Grande raccordo anulare di Roma e l'autostrada Roma-Fiumicino. Nel corso di questi ultimi anni le autostrade sono state oggetto di frequenti furti di cavi elettrici e danneggiamenti vandalici perpetrati sugli impianti da parte di ignoti, con la conseguenza di compromettere il regolare funzionamento degli impianti tecnologici e di illuminazione.

Il bando era stato pubblicato lo scorso maggio ma ora la procedura si ferma. «La gara per il ripristino dell'illuminazione del Gra e della Roma-Fiumicino - comunica l'Anas - è bloccata a causa di irregolarità da parte dei partecipanti e di sei ricorsi amministrativi da parte delle imprese concorrenti. Nel corso del 2015 Anas, per ripristinare il funzionamento degli impianti di illuminazione, non attivi a causa dei continui furti di rame e danneggiamenti vandalici ha messo a punto un progetto che prevede l'adozione di tecnologie di ultima generazione in grado di evitare il ripetersi di tali episodi e di ridurre i costi di gestione, con cavi in alluminio, sistemi "antifurto", cabine elettriche antieffrazione, sistemi di antintrusione e di sorveglianza e luci Led. Nella primavera del 2015, una volta reperiti i fondi necessari, Anas ha provveduto all'indizione della gara».

«Speravamo di riuscire a far partire i lavori - spiega il direttore dell'esercizio Ugo Dibennardo - in concomitanza con l'avvio del Giubileo della Misericordia ma purtroppo le irregolarità compiute da alcuni partecipanti e i numerosi ricorsi presentati hanno bloccato la procedura. L'impegno di Anas è massimo e l'auspicio è che si riesca finalmente a vedere la luce. Speriamo che con il nuovo codice appalti si riesca davvero a ridurre il contenzioso nell'interesse del paese e della ripresa dell'economia».


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