Gestionale

I saggi di Napolitano: «Le detrazioni del 55% vanno rese permenenti»

Più incentivi al'efficienza energetica e meno alle fonti di energia rinnovabili. E detrazioni 55% rese stabili, definitive. Lo chiedono i saggi del presidente Napolitano (gruppo di lavoro economico) a pagina 50 della relazione consegnata oggi.

«L'accrescimento dell'efficienza energetica - si legge nella relazione - può consentire di abbassare il costo dell'energia, di migliorare la qualità dell'ambiente e di attivare una massa di investimenti che potrebbero stimolare la crescita, soprattutto delle economie locali. Per raggiungere questi obiettivi si propone di:
- rivedere il rapporto tra incentivi all'efficienza energetica e quelli allo sviluppo di energie rinnovabili: nel 2012 in Italia si sono spesi solamente 500 milioni di euro per incentivi all'efficienza energetica, a fronte dei 6,5 miliardi di euro impiegati per incentivare le fonti energetiche rinnovabili;
- mantenere la detrazione fiscale del 55 per cento accordata agli investimenti effettuati nella riqualificazione energetica degli edifici. Tale detrazione, che è vicina alla scadenza, dovrebbe essere quantomeno prorogata o, meglio, resa permanente;
- introdurre o rafforzare standard qualitativi minimi degli edifici in termini di efficienza energetica;
- definire direttive precise per aumentare l'efficienza energetica degli edifici pubblici e promuovere politiche di green-government, alle quali collegare incentivi, ad esempio consentendo di reimpiegare parte dei risparmi conseguiti nel sistema premiale del personale;
- sviluppare il sistema dei "titoli di efficienza energetica" (noti come "Certificati bianchi"), il quale prevede che i distributori di energia elettrica e di gas naturale debbano raggiungere annualmente determinati obiettivi di risparmio di energia primaria e che possano adempiere tale obbligo anche acquistando "certificati bianchi" da altri soggetti nell'apposito mercato organizzato dal Gestore del mercato elettrico».


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