Gestionale

Il Governo lavora alle defiscalizzazioni sulle infrastrutture, le ipotesi allo studio per Orte-Mestre e Tirrenica

Alessandro Arona

Non ci sarà l'esenzione Iva generalizzata per il project financing, per tutte le opere in partenariato pubblico-privato, per la fase di costruzione come di gestione. La proposta Ciaccia-Passera, lanciata dal viceministro alle infrastrutture al meeting di Rimini è stata fermata sul nascere dal ministro dell'Economia Vittorio Grilli.

In via ufficiale il Governo dice che se ne riparlerà più avanti, ma di fatto i rilievi del Tesoro sulla necessità di quantificare le copertura finanziarie (che non ci sono) ne ha reso l'introduzione pressoché impossibile. Questo non significa però che l'esecutivo non stia puntando sulle defiscalizzazioni come misura di sostegno al project financing insieme ai project bond (sbloccati dal Dm di metà agosto su soggetti e modalità di prestazione delle garanzie, si veda sul sito e nel Dossier «Dl Sviluppo»).

Intanto ci sono da attuare le norme introdotte dall'articolo 18 della legge 183/2011, estese a più tappe dal Governo Monti, l'ultima con il Dl Sviluppo (si veda la scheda qui a destra), e cioè le riduzioni Ires, Irap e Iva, nonché la possibilità di ridurre il canone all'Anas per le concessionarie autostradali, in cambio della riduzione o azzeramento del contributo pubblico, già stanziato o comunque previsto dai piani finanziari. E il rimborso del 25% dell'extragettito Iva per le società di progetto di nuove opere portuali.

L'esecutivo sta lavorando su questo fronte – le defiscalizzazioni "possibili" – con un approccio che punta a esaminare singole iniziative, approfondendo caso per caso i singoli piani finanziari e valutandone l'impatto sui conti pubblici. Non ci sarà dunque nessuna forma generalizzata di applicazione degli sconti fiscali, bensì un esame minuzioso dell'Unità tecnica finanza di progetto di ogni progetto e via libera selettivi in sede Cipe.
Il primo caso a cui si lavora, da un paio di mesi, è quello dell'autostrada Orte-Mestre. Il secondo, che dovrà passare per una normetta da inserire nel prossimo decreto crescita, è l'autostrada Tirrenica.

Il Caso Orte-Mestre. La riqualificazione ad autostrada delle superstrade E45-E55, Orte-Cesena-Mestre, era stata proposta da una cordata guidata dal Gruppo Bonsignore nel 2003. Fu dichiarata di pubblico interesse dall'Anas e dall'allora ministro Pietro Lunardi nel 2004, nonostante prevedesse un costo di 12 miliardi di euro, e soprattutto un contributo pubblico di sei miliardi. Il progetto si fermò lì. Fu poi ripreso con il ministro Antonio Di Pietro, che impose all'Anas e al concessionario di ridimensionare il progetto puntando su meno varianti e più riqualificazione in sede. Si è arrivati così, nel 2007, all'attuale progetto, i cui costi aggiornati sono di 7,8 miliardi di euro, di cui 1,5 di contributo pubblico.

Si trattava comunque di una cifra consistente, e l'opera è rimasta ferma. L'ha ripresa il Governo Monti negli ultimi mesi, e si lavora per portarla presto al Cipe, sostituendo integralmente il contributo pubblico con consistenti riduzioni di Ires, Irap e Iva previsti negli anni a carico della società di progetto. Il decreto dell'Economia previsto dal comma 3, dell'articolo 18, che pure servirà, non è visto come il vero ostacolo. Il nodo vero è che non c'è ancora intesa fra i tecnici di Palazzo Chigi, dell'Economia e delle Infrastrutture su come calcolare il valore attualizzato degli sconti fiscali futuri. Un calcolo difficile, perché dipende dalla previsione dei ricavi ma anche dai tassi di interesse. Perché è chiaro che eliminare il contributo pubblico significa costringere il privato ad anticipare quella quota con credito bancario, e dunque l'onere per lo Stato è molto superiore. L'altra sfida è capire se il mercato risponderà a questa sfida: il piano finanziario dovrà infatti essere rivisto e l'opera messa in gara (per la fase 2, se il promotore accetterà le modifiche).

Autostrada Tirrenica. Anche in questo caso il costo dell'opera è stato ridimensionato, da 3,7 a circa due miliardi di euro, e non servono contributi pubblici né subentri miliardiari per far quadrare il piano. Il nodo però è la richiesta della Regione Toscana di esentare i residenti per spostamenti fino a 45 km da casa. Il concessionario, ovviamente, non ci sta, e chiede compensazioni. La strada a cui lavora il Governo è quella dell'esenzione (totale o parziale) del canone annuo che i concessionari autostradali devono all'Anas, pari al 2,4% dei ricavi da pedaggio, esenzione ammessa dall'articolo 18 (scheda sopra) ma solo in sostituzione del contributo pubblico. Servirà una norma di legge, che dovrebbe entrare nel prossimo Dl Crescita, che stabilisca in via generale questa possibilità di esenzione, per tutte le autostrade in Pf, quando l'ente concedente impone al concessionario tariffe "amministrate", cioè riduzioni rispetto ai livelli che fanno quadrare il piano finanziario. A quel punto si potrà sbloccare la Tirrenica.

Project financing malato. Queste misure, compreso lo sblocco dei project bond, arrivano comunque nel quadro generale di un project financing in difficoltà. Secondo l'ultima relazione dell'Unit√† tecnica tra il 2002 e il 2011 è arrivato all'aggiudicazione solo il 44% delle iniziative di concessione avviate con bando (nella varie procedure), e un'indagine in corso all'Ance – anticipano dall'Ufficio studi – rivela che il tasso di mortalità delle iniziative è alto anche dopo l'aggiudicazione.

Oltre a questi dati, storici ma peggiorati negli ultimi anni, c'è la crisi finanziaria, che – conferma la relazione Utfp – nell'ultimo anno ha imposto alle banche di essere ancora più selettive con le iniziative in Pf: tassi più alti, durate più corte, equity più elevato, più garanzie richieste. Anche i grandi project avviati sono in difficoltà, come dimostra il caso della Pedemontana, che raccontiamo a pagina 7.

I project bond sono la possibile risposta (anche qui: da testare sul mercato) a questa crisi di finanziamenti bancari, mentre la defiscalizzazione risponde all'impossibilità dello Stato, in questo momento, di garantire finanziamenti pubblici.


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