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Certificazione energetica negli annunci, partenza lenta

Per ora solo il 4% degli avvisi rispetta l'obligo di legge in vigore dal 1°gennaio


Vuoi vendere casa? Dal primo gennaio di quest'anno per essere in regola tutti gli annunci immobiliari devono riportare l'indicazione della classe energetica dell'unità da vendere ma, almeno per ora, sulla maggior parte degli annunci immobiliari non ce n'è è traccia. A riportare correttamente la classificazione energetica e l'indice di prestazione, come prevede la norma di attuazione del d.lgs.
192/2005 (attuativo a sua volta della direttiva 2002/91/CE), è solo il 4% circa degli annunci pubblicati in questi primi giorni dell'anno, secondo una prima valutazione effettuata da Immobiliare.it. Una percentuale media condivisa anche dalla Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari che rileva inoltre come la metà degli annunci degli immobili che riportano la certificazione siano relativi a case nuove e quindi realizzate alla luce delle nuove normative.
«La norma non era inattesa e ha una ratio ben precisa sulla strada della qualità», dice Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, «ma in un momento come questo rischia di trasformarsi in un ulteriore trauma per un mercato già in ginocchio».
«Avevamo chiesto un differimento da inserire nel decreto Milleproroghe», dice il presidente della Fiaip, Paolo Righi, «visto che la direttiva prevede l'introduzione automatica di sanzioni solo a partire dal 2013, che però non è arrivato».
Fino ad oggi infatti solo la Regione Lombardia ha previsto sanzioni fino a 5.000 per chi pubblica annunci scorretti; nelle altre regioni resta comunque il divieto. Uno dei problemi maggiori intanto, sottolineano gli operatori, è la confusione.
Una certificazione energetica costa infatti tra i 200 e i 300 euro a seconda delle dimensioni dell'appartamento, «ma molti proprietari - spiega Giordano - non se la sentono di anticipare un'ulteriore spesa, in un mercato dove il tempo medio di vendita di un immobile è di circa 7 mesi».
La normativa «è troppo generica ed espone al rischio di lestofanti», avverte d'altronde il vicepresidente e responsabile urbanistica di Legambiente, Edoardo Zanchini il quale sottolinea come la certificazione, richieda che un esperto esegua una serie di analisi delle abitazioni e ne verifichi le prestazioni energetiche. Un lavoro che «costa alcune centinaia di euro». dice ma «in questa vaghezza generale delle indicazioni, ci sono certificazioni fatte per poche decine di euro, senza neanche un sopralluogo». Per Zanchini, però, la situazione è destinata a migliorare. Intanto sulla questione interviene anche Confedilizia, secondo la quale però è possibile che la norma non pregiudichi la possibilità, prevista in ambito nazionale, di ricorrere ad un «autodichiarazione» con la quale il proprietario afferma che l'edificio è di classe energetica G e che «i costi per la gestione energetica dell'edificio sono molto alti».


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