Progettazione e Architettura

Brambilla (Jumbo Collection): «È importante avere una sede-immagine dove accogliere i clienti internazionali»

Francesca Oddo

La nuova sede Jumbo collection a Cantù e firmata dall'architetto Wolfango Masocco è diventata l'immagine dell'azienda, e aiuta il fatturato

A Cantù è stata inaugurata la nuova sede di Jumbo Collection, azienda italiana nata nel 1985 e attiva nel settore dell'arredamento di lusso. Opera dell'architetto Wolfango Masocco, l'edificio rinnova l'immagine dell'azienda con un progetto dal volto contemporaneo, apprezzato «da tutti coloro che vengo a farci visita settimanalmente», assicura Moreno Brambilla, presidente di Jumbo Collection.

Dottor Brambilla, qual è stato il ragionamento che l'ha portata a decidere di affidarsi al mondo dell'architettura per la realizzazione della nuova sede Jumbo Collection a Cantù?
Il nostro lavoro cresce in maniera esponenziale, in particolar modo con il Medio Oriente, la Russia, la Cina, l'India. Uno scenario che richiedeva nuovi spazi e così abbiamo affidato la progettazione della nuova sede all'architetto Wolfango Masocco dandogli assoluta carta bianca. Il nostro obiettivo era quello di investire i nostri guadagni alla ricerca di una nuova immagine per l'azienda.

Quali sono le dimensioni dell'intervento? Quanto è costata la progettazione e quanto la realizzazione dell'opera? I tempi?
La nuova sede occupa 2.500 metri quadrati; inoltre è già stata predisposto l'uso del piano terra e degli interrati per un totale di tre piani su 4.500 mq. La nuova sede è comunque affiancata dalla palazzina esistente di circa 11 mila metri quadrati. La progettazione fino al cantiere è costata circa 250 mila euro, la realizzazione dell'opera intorno ai 5 milioni di euro. La progettazione si è conclusa in tre mesi e i lavori sono durati due anni e mezzo.

È soddisfatto? È già possibile fare una stima in termini di ritorno di immagine e di risultati economici?
Siamo abbastanza soddisfatti, siamo certi di avere fatto la scelta giusta. È ancora prematuro parlare di risvolti economici perché siamo qui da appena cinque mesi, però posso dirle che abbiamo ricevuto complimenti da tutti coloro che quotidianamente vengono a farci visita. Numerose le visite anche da parte degli architetti. Ci sono alcuni clienti, poi, che chiedono di conoscere Masocco per invitarlo nel loro paese a fare qualcosa di analogo. Certamente un risvolto positivo in termini di made in Italy.

Pensa che l'architettura di qualità possa essere un propulsore per l'economia e l'imprenditoria?
Sicuramente sì. L'architettura di qualità può costituire un volano importante per l'economia, soprattutto in questo momento di appiattimento del mercato italiano. Presentarsi in maniera adeguata alla clientela si può tradurre in un ritorno anche di tipo economico. Fra architettura e imprenditoria, quindi, si può instaurare un rapporto costruttivo e vantaggioso.

Crede che la buona architettura possa contribuire alla crescita del Paese?
Assolutamente sì. La creatività dei progettisti italiani è molto importante in tal senso. Pensi che i clienti esteri, dopo aver visitato la nostra nuova sede, hanno deciso di coinvolgere gli architetti del nostro gruppo di progettazione interno -guidato da Livio Ballabio che ha collaborato con Masocco per gli interni- nella progettazione degli esterni delle loro case.

Per quale motivo, secondo lei, l'interazione fra aziende private e architetti non è ancora così diffusa in Italia? Da cosa dipende?
In effetti, purtroppo, non è così diffusa. Probabilmente si pensa che siano denari sprecati e poi ci vuole una mentalità aperta, oltre al coraggio di investire. Anche se occorre tenere presente che inizialmente la parcella del progettista non è poi così leggera. Fra le sedi dei nostri concorrenti, ben poche attirano l'attenzione, la maggior parte sono banali.

Ci sono altre sedi in corso di realizzazione? Continuerete a rivolgervi ad architetti?
Progetti in corso, no. Abbiamo però un'aspirazione: realizzare la nuova sede di Home Interior Roberto Cavalli, in quanto abbiamo appena stretto un accordo di licenza per produrre i mobili dello stilista. In quel caso ci affideremo di sicuro ai professionisti dell'architettura italiana.


© RIPRODUZIONE RISERVATA