Progettazione e Architettura

Premiata l'architettura della speranza dopo lo tsunami. Ad Alvaro Siza il Leone d'Oro alla Carriera

M.Fr.

Premiato il Giappone e un progetto sociale a Caracas ideato dagli architetti dello studio Urban Think Tank. Tra le iniziative menzionate anche quella ideata da Cino Zucchi

La Giuria internazionale della XIII biennale di architettura composta da Wiel Arets (Presidente, Olanda), Kristin Feireiss (Germania), Robert A.M. Stern (USA), Benedetta Tagliabue (Italia), Alan Yentob (Gran Bretagna) ha selezionato i progetti, gli allestimenti e le personalità cui assegnare il Leone d'Oro.

Il Giappone è stato scelto per la migliore Partecipazione nazionale. Il riconoscimento è andato all'allestimento intitolato «Architecture possible here? Home-for-All», di Naoya Hatakeyama, Kumiko Inui, Sou Fujimoto e Akihisa Hirata. Il premio è stato consegnato al commissario Toyo Ito che, recita la motivazione, «ha collaborato con architetti giovani e con la comunità locale per affrontare in modo pratico e inventivo la progettazione di un nuovo centro per una
regione devastata da una catastrofe nazionale».

Il Leone d'oro per il Migliore progetto è andato a Torre David/Gran Horizonte, ideato da Urban Think Tank (architetti Alfredo Brillenbourg e Hubert Klumpner) e Justin McGuirk e agli abitanti di Caracas e alle loro famiglie che hanno creato una nuova comunità e una casa a partire da un edificio abbandonato e incompiuto. «La giuria elogia gli architetti - si legge nella motivazione - per avere riconosciuto la potenza di questo progetto trasformazionale: una comunità spontanea ha creato una nuova casa e una nuova identità occupando Torre David e lo ha fatto con talento e determinazione».

Il Leone d'Argento è stato assegnato al «promettente studio emergente di architetti Grafton Architects per la loro notevole presentazione di un nuovo campus universitario a
Lima, che si ricollega alle idee di Paulo Mendes da Rocha».

Il Leono d'oro alla Carriera è stato conferito all'architetto portoghese Alvaro Siza Vieira.

Menzioni speciali sono andate alla Polonia per "Making the walls quale as if they were dilating with the secret...», per l'installazione «audace e coraggiosa», agli Stati Uniti, per "Spontaneuous Interventions....", installazione interattiva che ha «colpito per la sue celebrazione della capacità degli individui di cambiare la società», alla Russia, per "i-city", e infine a Cino Zucchi per "Copycat", un'installazione che «vuole richiamare la complessa rete di relazioni che modellano il nostro ambiente fisico». La giuria ha ritenuto che l'installazione dell'architetto milanese «rappresenti in modo esemplare il tema onnicomprensivo della Mostra Common Ground».


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