Progettazione e Architettura

La sfida di Zevi: tutta l'energia sarà autoprodotta (anche dai visitatori)

Massimo Frontera

Il tema Re-made in Italy sarà incarnato da interventi impiantistici che sfrutteranno le risorse naturali, dall'energia solare alla temperatura dell'acqua della laguna fino all'energia prodotta dai visitatori sulle Spinbike

Il verde alla biennale si declina con una serie di applicazioni tecnologiche in linea con il "must" progettuale del risparmio energico e della salvaguardia delle risorse del pianeta. A beneficiarne saranno anche i visitatori della mostra che potranno godere di una climatizzazione senz'altro più confortevole rispetto al caldo afoso che solitamente si trova nelle tese nei giorni estivi.

Tutti gli impianti - incluso un sistema che pesca l'acqua dalla laguna e ne sfrutta il più basso grado di temperatura per raffreddare l'aria - sono forniti dalle aziende, inclusa la manodopera per l'allestimento.

Tutto ruota sul "pezzo forte" dell'impianto: una pensilina con pannelli fotovoltaici che assicura la corrente elettrica per il funzionamento delle apparecchiature. Il progetto della pergola è firmato dall'architetto Maria Luisa Palumbo dell'Inarch, insieme a Camilla Baldassare. La climatizzazione e il progetto termo-elettrico sono invece di Franco Cipriani e Andrea Marcucci.

«L'obiettivo di questa grande pergola fotovoltaica - spiega l'architetto - è di coprire tutto il fabbisogno energetico per il funzionamento e la ventilazione, per dimostrare che è possibile raggiungere l'obiettivo di realizzare opere autosufficienti sotto il profilo energetico».

Le aziende che hanno già assicurato la loro collaborazione sono nomi noti nei rispettivi settori: Daikin (macchina frigorifera), Scheuten Solar (moduli fotovoltaici), SMA Solar Thecnology (inverter), Fiamm (batterie). L'unico nome che ancora manca, complice anche la pausa estiva dei giorni d'agosto è quello dell'azienda per la struttura e il cablaggio, fondamentale per la realizzazione della pensilina. Se quest'ultimo tassello non dovesse essere risolto in tempo per l'inaugurazione, si procederà con il piano "b", cioè realizzando la struttura con la mostra già aperta, montandola di notte.

Quanto all'allestimento delle spin-bikes, il progetto "Watt pedalati" (di Oscar Santilli con Roberto De Santis) prevede 10 macchine Champion messe a disposizione dall'azienda Greenfit. I visitatori potranno utilizzarle per ricaricare i propri gadget elettronici, grazie a una dinamo collegata alla bici. L'impianto è allestito dall'azienda Elettro-tech. Non solo. Attraverso un QR Code i visitatori potranno monitorare subito sui propri smart phone la quantità di energia prodotta dall'impianto fotovoltaico e anche quella utilizzata dall'impianto di climatizzazione, verificando la possibilità di un bilancio energetico tra produzione e consumi pari a zero, con emissioni nell'atmosfera ugualmente nulle. Tramite la stessa pagina web i visitatori potranno inoltre monitorare l'energia prodotta dalla propria pedalata e potranno visualizzare un breve video che racconterà, in termini semplici e comprensibili a tutti, funzionalità e obiettivi del sistema impiantistico.

L'intero allestimento costruito puntando su tecnologie a basso consumo vuole incarnare il tema del Re-made, che è il filo conduttore della quarta sezione del Padiglione Italia.

Si cercherà appunto di stimolare la riflessione sui temi sintetizzati dal titolo della sezione "Re-made in Italy - La sfida del futuro. Come ripartire, dove andare?". «L'ultima sezione della mostra - spiega la stessa Palumbo - ha il compito di chiudere ma anche e soprattutto di aprire al futuro, indicando una strada possibile, non solo per uscire dalla crisi, ma per ripartire in modo nuovo. Ovvero, in un modo che sia a lungo termine sostenibile per l'Italia ma anche per il pianeta che abitiamo e condividiamo».

Tre le parole chiave scelte per la sezione: cultura o creatività, sostenibilità e solidarietà, come possibili motori propulsivi del futuro. «Abbiamo declinato queste tre parole in una prospettiva architettonica, affidando a quattro studi, 2A+P/A, Arcò Architettura e Cooperazione, Id-Lab e Luca Diffuse, il compito di sviluppare, in un serrato dialogo con noi, una indagine-riflessione sui temi del costruito, del vuoto, del virtuale e di quelle forme di nuova economia che operano attraverso la tutela, il recupero e la valorizzazione del territorio».


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