Progettazione e Architettura

La nuova sede Salewa è diventata una tappa del sightseeing bus

Paola Pierotti

Il nuovo headquarter Salewa costruito alle porte di Bolzano è un landmark urbano, integra funzioni aziendali e apre i suoi spazi alla città. Progettato da Cino Zucchi Architetti e Park Associati il nuovo headquarter è un simbolo dell'architettura privata di qualità. Un'esperienza di successo nata con un concorso privato. Come racconta il Presidente della società la nuova sede ha evidenti ricadute sulla città, sul business e sulla produttività interna.

Presidente Heiner Oberrauch è soddisfatto del risultato?

Sono più che soddisfatto. Avevo un sogno e posso dirmi di averlo realizzato. Ed è il consenso delle persone che frequentano la nuova sede sia come dipendenti che come utenti per il punto vendita interno, la palestra di arrampicata o ancora il bistrò che conferma il successo della nostra iniziativa.

Si può misurare il plus della nuova sede per il business dell'azienda?
Misurare non è certo facile, ma possiamo dire che la nuova sede è sicuramente in grado di attirare persone interessanti che vogliono lavorare da noi, e allo stesso tempo, è un catalizzatore di attenzione anche da parte di brand internazionali che vogliono essere distribuiti dalla nostra organizzazione. Un paio di numeri che testimoniano l'interesse a distanza di un anno dall'apertura: 350 pubblicazioni su testate di architettura e design, circa 3000 visite di architetti e ingegneri da tutto il mondo. È diventato un'attrazione di Bolzano, il sightseeing Bus "BoBus" della città di Bolzano si ferma addirittura davanti al SALEWA Headquarter e tutte le unità della struttura, come il bistro, il negozio, la palestra d'arrampicata, hanno più affluenza di quanto ne prevedevamo da Business Plan. Ma la cosa più importante è che i nostri dipendenti e collaboratori stanno bene e sono orgogliosi di lavorare in questa azienda.

Da imprenditore, crede che l'architettura sia uno strumento e un mezzo corretto per far crescere e innovare il Paese?
L'Italia è il Paese dello stile, del buon gusto e del design , e questi sono i mezzi più visibili e coerenti con la nostra unicità.

Secondo lei quali sono i freni che limitano i suoi altri colleghi a investire in architettura? Secondo lei sono ostacoli reali?
Sicuramente la burocrazia e le norme, che tante volte si contraddicono. E questo avviene anche nella provincia di Bolzano: sono serviti sei anni per la presentazione del nostro progetto, la rielaborazione e la approvazione, e solo un anno e mezzo per la costruzione. Per fare un semplice paragone, in Austria un progetto analogo al nostro necessita di un percorso "amministrativo" di tre-quattro mesi. È un freno enorme per l'economia del nostro Paese. È un spreco enorme di costi che l'Italia non si può più permettere. Sono un forte sostenitore delle regole precise, purché siano chiare e semplici.

Quanto è costata l'organizzazione del concorso? La progettazione? E la realizzazione dell'opera?
Il concorso ci è costato 150.000 euro. La realizzazione dell'opera è costata poco meno di 40 milioni di euro: 4 milioni per il terreno, 27 milioni per l'edificio, 8 milioni per il sistema logistico. La progettazione è costata meno del 5% del costo per l'edificio. Alla fine abbiamo dimostrato che costruire con senso estetico non costa molto di più, anzi, è in grado di dare motivazione a tutte le persone coinvolte, fino all'ultimo operaio, e posso dire che costa anche meno perché tutti ci mettono l'amore e la passione per un risultato finale eccellente, aumentando l'efficienza di tutti coloro che vi hanno preso parte.


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