Progettazione e Architettura

La community dei «visionari» che crea progetti con un tweet. Alla Biennale i nuovi progetti arrivano via Web

Alessia Tripodi

La comunità digitale legata al Padiglione Italia nasce come esperimento virtuale per «progettare un processo» - Ma «questi visionari e le loro idee diventeranno un Atlante» spiega Stefano Mirti, tra i curatori dell'iniziativa

Un esperimento per creare un «cortocircuito» tra la Biennale di Venezia e i social network più cliccati (Facebook, Twitter, Instagram). Si chiama GranTouristas (clicca qui ) ed è la comunità digitale legata al Padiglione Italia: un nutrito gruppo di visionari (come amano definirsi) che, partendo dalle parole chiave del Padiglione, sviluppano temi, discussioni, interazioni non solo verbali ma soprattutto attraverso le immagini.
Il processo è partito da Daniele Mancini, Stefano Mirti, Remo Ricchetti, ma il team di lavoro è ben più nutrito e comprende anche Gioia Guerzoni (responsabile per l'account di Twitter), Andrea Volpe (account di Instagram), Cristina Perillo (diario di bordo), Gaspare Caliri e Marco Lampugnani di Snark (per le mappature). Tra i collaboratori anche Michele Aquila di U10 per il Tweetbook e Lucy Giuliano di Abadir per le fanzine / catalogo cartacee.
Stefano Mirti ci ha raccontato la storia di questa community nata con l'ambizione di «progettare un processo».

Stefano, come nasce l'idea di GranTouristas?
Il progetto nasce rispetto a una curiosità progettuale. I nuovi (e social) media stanno cambiando una quantità significativa di modalità di relazione tra le persone. Può essere che siano utili anche per andare a definire un nuovo modo in cui si organizza, partecipa e fruisce di un grande evento culturale? Che cosa capita se generiamo un corto circuito tra una importante manifestazione/istituzione e strumenti quali Facebook, Twitter, Instagram? Che tipo di contenuto viene prodotto? È un contenuto simile a quello precedente? Migliore? Peggiore? Al momento non lo sa nessuno. In quanto progettisti, ci è sembrato che anzichè affrontare il tema in maniera astratta, la cosa migliore fosse procedere in maniera empirica (facendo un esperimento reale).
McLuhan ci ha insegnato che il medium è il messaggio. Dunque puntiamo a capire cosa capita se il medium non è più una mostra tradizionale, diventando un gruppo di Facebook.

Quali sono gli obiettivi del progetto?
Aggiungere un layer immateriale al Padiglione Italia. Fare nascere e sviluppare una comunità digitale intorno ai temi definiti dai curatori del Padiglione, e andare a verificare a posteriori che tipo di relazioni, scambi, produzione di contenuto e/o progetti viene fuori.
Potrebbe anche essere che alla fine dei quattro mesi dell'esperimento non è venuto fuori nulla di interessante: in questo caso non si tratta di un fallimento, ma abbiamo aggiunto un pezzo di conoscenza rispetto a un mondo in cui la maggior parte di noi procede a tentoni.
Dopo quasi un mese di attività possiamo dire che l'esperimento sta riuscendo molto bene.

Avete ricevuto vincoli?

Abbiamo ricevuto pochi vincoli, ma molto forti e utilissimi per direzionare il lavoro (dal punto di vista progettuale maggiori sono i vincoli e meglio si lavora).
Il tempo è brevissimo: due mesi di lavoro (luglio e agosto) per fare partire la comunità e decidere quali sono gli obiettivi che si pone, senza ansie da prestazione sul numero di followers o di amici. All'inaugurazione della Biennale il progetto viene presentato in maniera ufficiale, e si condividono gli obiettivi e le scadenze. Altro vincolo fondamentale, è che tutto questo progetto non ha alcun elemento finanziario o economico. Chi partecipa lo fa perchè gli piace, ma non esistono fee, pagamenti, rimborsi, soldi che passano di mano.

Siete già arrivati a definire questi obiettivi e queste scadenze?
Si. A fine agosto presentiamo la prima parte del lavoro: una mappatura delle persone (e dei progetti) che in questo momento in Italia sovrappongono l'architettura tradizionale con nuove pratiche comunitarie (siano esse digitali e/o tradizionali). Diciamo che per il 27 di agosto avremo un atlante di chi sono i «visionari» che si muovono in questi nuovi territori che sono al confine tra il mondo precedente e quello nuovo. Questo primo lavoro è stato per noi molto importante perchè ci ha permesso di prendere confidenza con i mezzi e ha consentito alla comunità di crescere in maniera organica. Non potevamo dare degli obiettivi forti a monte, ma gli obiettivi devono necessariamente nascere dal basso, dalla comunità stessa.
Nel contempo una serie di persone parte della community sta sviluppando nuovi progetti ad hoc, che vengono condivisi nel gruppo di Facebook. Questa parte è quella forse più interessante. Una dozzina di sperimentazioni reali che vengono condivise in tempo reale con il gruppo.

Quindi la comunità sta sviluppando progetti specifici per la Biennale: di cosa si tratta?
Si, al momento abbiamo una dozzina di progetti e ogni giorno nascono e si sviluppano nuove proposte, che a Venezia diventeranno eventi. Nei giorni dell'inaugurazione, infatti, avremo una produzione di tweetbooks fisici a cura di U10. Ci saranno poi alcune performance / installazioni pop-up e nei giorni dell'inaugurazione i GranTouristas convergeranno a Venezia per fare una sorta di pic-nic nel Padiglione, un evento aperto al pubblico dove oltre alle aranciate e ai biscotti i «visionari» porteranno anche i loro progetti. Nel week-end di chiusura avremo la produzione e condivisione delle fanzine cartacee (che daranno conto di tutto il processo) a cura di Abadir, un infinito tappeto fatto da diecimila orli di pantalone (a cura di Anna Barbara), ci sarà una grande cena con gli ingredienti forniti da Antonio Scarponi (che in queste settimane sta coltivando ogni sorta di ortaggi nel suo orto idroponico casalingo).

In che modo si orienta il confronto sul Web?
Usando le regole stesse del web. La curatela di un evento tradizionale si muove lungo assi verticali: un curatore definisce i temi, invita delle persone, queste producono contenuto e poi alla fine i visitatori fruiscono del contenuto. Nel nostro caso procediamo al contrario. Si parte dalla comunità on-line aperta a tutti, chi è interessato al progetto inizia a contribuire, a condividere le cose che lo interessano. Nascono discussioni, filoni principali, idee relative a possibili azioni e progetti. Il tutto mano a mano si screma e alla fine diventa una serie di eventi in Biennale, aperti al pubblico, occasioni in cui tutti i visitatori (nonché Luca Zevi, curatore del Padiglione) potranno vedere i risultati.

L'unica «guida» è quella delle parole chiave?
Si, ma in modalità aperta e tollerante rispetto alle mutazioni. Diciamo che i partecipanti della community hanno chiaro che esiste un frame generale (l'architettura contemporanea) ed esistono delle parole chiave di partenza stabilite dai curatori. Da lì in avanti vale tutto.

La community è attiva su diverse piattaforme social?
Al momento stiamo lavorando sulle tre piattaforme social più diffuse tra i progettisti (Facebook, Twitter, Instagram). Può essere che il tutto si allarghi, ma questo dipende dagli interessi e dalle passioni dei membri della comunità. C'è poi da dire che le diverse piattaforme hanno le loro peculiarità: Facebook è perfetto per costruire la comunità prima dell'evento, mentre Twitter (e ancora di più Instagram) saranno perfetti nel momento in cui inizia la Biennale.

Quanti sono attualmente gli utenti della community?
Mettendo insieme le tre piattaforme direi che siamo a un migliaio di persone. Tenendo conto che il tutto è stato tenuto volutamente un filo sottotraccia (fino all'inaugurazione), siamo abbastanza stupefatti. Nel giro di un paio di settimane, lavorando alla sera e nel tempo libero, un migliaio di persone scambia attivimente progetti, idee, contenuti.
Quando inizierà la Biennale si darà piena comunicazione al tutto e sappiamo che gli ordini di grandezza verranno moltiplicati per dieci, venti volte.

Come trovarvi on line?
Su Facebook abbiamo: http://www.facebook.com/groups/GranTouristas/
Twitter e Instagram hanno lo stesso nome: @GranTouristas
https://twitter.com/GranTouristas
http://statigr.am/viewer.php#/user/189710170/Testo


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