Bollettino Bandi

Appalti: il 2014 l'anno della ripresa. Sprint di Comuni, Anas, Fs e grandi opere

Alessandro Lerbini

Sblocco dei pagamenti e patto di stabilità allentato fanno ripartire i bandi di lavori. Tra le regioni boom di interventi in Campania (3,5 miliardi). Gli unici segni negativi arrivano dall'edilizia abitativa

Il mercato degli appalti esce dalla recessione: aministrazioni comunali, Anas e Ferrovie sono gli enti protagonisti del ritorno dei bandi sulla scena dell'edilizia pubblica. Il 2014, secondo l'osservatorio Cresme Europa servizi aggiornato al 20 dicembre, porta una boccata d'ossigeno al settore delle costruzioni grazie ai 17.080 bandi per un valore di 28,11 miliardi, pari a un incremento del 21% per il numero di avvisi e del 51% per gli importi (e con ancora 10 giorni da conteggiare nel dato finale).
Rimangono ancora lontanissimi i 35mila bandi registrati del 2002 e i 33,3 miliardi andati in gara nel 2003, ma si tratta della prima inversione del settore a partire dal 2011, ultimo anno di crescita dei lavori (30 miliardi).

Grazie allo sblocco dei pagamenti e alla cancellazione delle vecchie pendenze i comuni sono tornati a investire in lavori pubblici: i 10.104 bandi per 6,367 miliardi corrispondono a un incremento del 21% per la quantità di opere e del 46% per il valore degli interventi. L'incremento dei bandi è legato anche alle politiche di allentamento del patto di stabilità che consentono di destinare nuovi fondi all'edilizia.

Raffica di opere anche nel settore della mobilità. L'Anas ha mandato in gara nel corso dell'anno 652 interventi (destinati a salire grazie all'ultima tornata di bandi di fine 2014) per 1,388 miliardi, pari a una crescita del 38% per le gare e del 128% per gli importi. La società ha inoltre portato a termine 22 opere con la conseguente apertura al traffico di 130 km di strade e autostrade per un investimento di oltre 2,6 miliardi.
Molto dinamiche anche le Ferrovie, che hanno promosso 248 bandi di lavori (+17%) per 3 miliardi (+45%).
Tra gli altri enti in rialzo anche le aziende speciali con 1.103 avvisi (+21%) per 2,7 miliardi (+4,8%), l'edilizia sanitaria con 585 opere (+12%) per 1,627 miliardi (+99%), le regioni con 185 appalti (+69%) per 2,131 miliardi (+258%).
I segni negativi arrivano solo dall'edilizia residenziale, che ha ridotto la quantità di bandi di lavori del 17% (248 gare) e i valori del 29% (266 milioni).

Il miglioramento del settore ha coinvolto tutte le classi d'importo, a partire dai maxilavori oltre i 50 milioni che sono stati 91 (+122%) per 13,1 miliardi (+120%) fino ai piccoli lavori tra 150mila e 500mila euro che hanno totalizzato 4.466 iniziative a evidenza pubblica (+24%) per 1,289 miliardi (+26%). La classifica per valori regionale è guidata dalla Campania con 3,519 miliardi (+154%) che precede Lazio (2,856 miliardi, +130%) e Lombardia (2,475 miliardi, +1,4%).

Le prime 20 gare dell'anno

Il bando dell'anno lo ha promosso l'Azienda ospedaliera di Pisa che ha mandato in gara per 447 milioni la progettazione esecutiva e la costruzione del polo ospedaliero universitario Nuovo Santa Chiara a Cisanello, con gestione del patrimonio immobiliare per dieci anni eventualmente rinnovabili per ulteriori cinque.
Anche la gara più importante di dicembre riguarda l'edilizia sanitaria. L'Azienda ospedaliera ospedali riuniti di Trieste ha pubblicato l'appalto integrato (scadenza: 31 marzo) per l'affidamento della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori di riqualificazione del comprensorio ospedaliero di Cattinara. L'intervento da 120 milioni nasce da un concorso internazionale di progettazione vinto da un concorso di progettazione vinto dalla Bvn Architecture di Sidney in raggruppamento con i progettisti italiani di Studio Tecnico Gruppo Marche, Ottaviani Associati e l'architetto Massimo Cocciolito.


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