Bollettino Bandi

Opportunità e pagamenti certi: la Nato chiama le imprese italiane di costruzioni

Alessandro Lerbini

Un settore che non conosce crisi dove i pagamenti sono puntuali e le occasioni sono numerose anche per le imprese italiane. Arrivano dalla Nato le nuove opportunità di business per chi opera nel campo dell'edilizia. «Dimentichiamoci il mercato italiano con ribassi del 40% - ha dichiarato Giandomenico Ghella, vice presidente Ance, nel corso del convegno "La partecipazione delle imprese italiane alle gare Nato" che si è svolto il 21 maggio presso la sede dell'Associazione costruttori edili a Roma -, dimentichiamoci di un sistema appaltizio che non funziona, abbiamo davanti un cliente serio, importante, che paga in modo preciso sempre».

Circa 50 società edili hanno preso parte all'incontro nel quale sono stati spiegati i meccanismi "d'entrata". I primi passi da compiere sono quelli di avvalersi del supporto della delegazione italiana e delle ambasciate. Le opportunità arriveranno dalle agenzie Nato Ncia e Nspa mentre le informazioni sulle gare internazionali passeranno attraverso Ance a Aiad. «Sono poche le imprese medio piccole che partecipano alle gare Nato - ha affermato Carlo Festucci, segretario generale della Federazione aziende italiane per l'aerospazio, la difesa e la sicurezza Aiad -. L'Italia non riesce a fare sistema: dobbiamo rimettere insieme i diversi componenti».

«Non si tratta di soli appalti di approvvigionamento e difesa ma anche di edilizia - ha detto Maria Ludovica Agrò, direttore generale Pmi del ministero dello Sviluppo economico -. La Nato ha un rating di legalità, perché richiede un registro di garanzie, trasparenza e affidabilità delle imprese».

«Il tetto di spesa annuo - ha dichiarato Emanuele Meli, rappresentante presso il comitato investimenti Nato-Rica - è di 800 milioni. Le stazioni appaltanti sono le 28 nazioni dell'alleanza. Il programma Nato 2014-18 prevede una spesa di 1,8 miliardi per la difesa aerea, 545 milioni per il sistema di comunicazione e 200 milioni relativi a operazioni di supporto all'addestramento. Per gli appalti edili viene applicato il criterio del prezzo più basso. I consigli per partecipare sono: leggere bene documenti e capitolati che sono di matrice anglosassone e quindi diversi dall'Italia. Inoltre bisogna fare domande per evitare problemi di interpretazione».

«Dimentichiamo una Nato da guerra fredda - ha affermato Gabriele Checcia, ambasciatore italiano presso il Consiglio Atlantico a Bruxelles -: ora è aperta al mondo che cambia. Accanto ai progetti di fondi comuni finanziati dall'alleanza a 28 ci sono progetti multinazionali. Per le opere civili, le imprese italiane si sono aggiudicate tutti gli interventi in Italia. E molte opere future riguarderanno il nostro paese». Tra questi c'è Sigonella dove saranno investiti 80 milioni, Ghedi (25 milioni). «Il mio consiglio consiglio - prosegue l'ambasciatore - è questo: le imprese italiane prendano direttamente contatto con le agenzie Nato, Ncia e Nspa, per farsi conoscere facendo presentazioni anche con slides. In Italia ruolo centrale lo esercita il ministero della Difesa e con il Geniodife. Per le opere civili estere le informazioni vanno prese tramite l'Ance. La Nato ha grosse esigenze e aspettative nel post consegna delle opere: serve una assistenza maniacale sul prodotto. Al momento siamo ben rappresentati da Finmeccanica e Selex che stanno ottenendo risultati importanti».

Tra i prossimi lavori all'estero ci sono il nuovo quartier generale Shape a Mons (Belgio) per 140 milioni, la realizzazione della scuola Cis che verrà spostata da Latina a Oeiras (Portogallo) per 40 milioni, aeroporti nell'Europa dell'Est, in Germania, interventi in Afghanistan per 140 milioni, l'ammodernamento delle basi navali.

«La Nato spinge sui grandi progetti ma per le Pmi c'è spazio per manutenzioni e training del personale - ha detto Tiziana Pezzi, contracting officer Nato -. L'agenzia cerca di facilitare le procedure per le Pmi per farle partecipare maggiormente. I progetti sono molto corposi. La procedura standard delle gare segue il protocollo d/2261. Nel registro Boa, Basic ordering agreement, sono iscritte 812 imprese da 28 paesi differenti. Le società italiane vengono chiamate a partecipare ma poche mandano offerte. Non c'è bisogno di partitre subito come contractor ma si può iniziare a piccoli passi consorziandosi con altre imprese. I tempi dei bandi hanno una durata minima di 84 giorni».


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