Bollettino Bandi

Slitta a questa settimana il bando per i dragaggi nel porto di Taranto

I cantieri per l'adeguamento del terminal container di Evergreen nel porto di Taranto sono ancora in stand by. Nella scorsa settimana non è stato lanciato, come pure si prevedeva, il bando per la gara di appalto dei dragaggi nella zona di mare antistante la banchina del molo polisettoriale.
Questa settimana, però, dovrebbe essere quella buona. Il ritardo è dipeso dal fatto che il Provveditorato regionale alle opere pubbliche, incaricato dall'Authority di validare il progetto, ha chiesto alla Sogesid, la società pubblica che lo ha redatto, ulteriori documenti che Sogesid ha fornito solo mercoledì e che ora sono al vaglio del Provveditorato. Appena ci sarà il nulla osta sarà lanciato il bando di gara, «che è sostanzialmente pronto» osserva Sergio Prete, presidente dell'Autorità portuale. Il lavoro dei dragaggi vale circa 80 milioni di euro. In questo modo i fondali
antistanti la banchina avranno una profondità di 16,50 metri.

Domani invece ci sarà al Consiglio di Stato l'udienza in cui si discuterà del nuovo ricorso presentato dal Consorzio stabile Grandi Lavori contro l'aggiudicazione dell'appalto relativo all'ammodernamento della banchina del terminal container (importo 64 milioni) del porto di Taranto. L'appalto è stato affidato dall'Autorità portuale a novembre al raggruppamento costituito da Cantieri costruzioni cemento, Salvatore Matarrese e Icotekne, classificatosi primo nella graduatoria stilata dalla commissione tecnica dopo l'esame delle proposte pervenute. A gennaio, mentre l'Authority si preparava a consegnare il cantiere, Grandi Lavori ha però fatto ricorso al Tar di Lecce ed ottenuto la sospensiva. Tutto fermo, quindi, con udienza fissata a marzo.
Alla data prevista non c'é stata udienza per uno sciopero degli avvocati e così tutto è slittato all'udienza del 2 aprile nella quale il Tar di Lecce si è espresso rigettando il ricorso di Grandi Lavori. Il dispositivo è arrivato il 3 aprile mentre le motivazioni della sentenza sono state
depositate il 16. A Grandi Lavori che aveva contestato al raggruppamento vincitore una variante d'opera, il Tar ha risposto dicendo tra l'altro che «nelle gare pubbliche da aggiudicarsi con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (come appunto nel caso in esame), le varianti progettuali migliorative riguardanti le modalità esecutive dell'opera o del servizio sono senz'altro ammesse purché non si traducano in una diversa ideazione dell'oggetto del
contratto».
Una «sorpresa» è arrivata il 7 aprile, quindi prima che uscissero le motivazioni del Tar. Tutto di nuovo bloccato perché il Consiglio di Stato ha appunto accolto il nuovo ricorso di Grandi Lavori e concesso un'altra sospensiva rinviando il merito all'udienza del 6 maggio. «Che non é affatto detto sia quella conclusiva» commenta peraltro Sergio Prete, presidente dell'Authority.


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