Bollettino Bandi

Appalti, piccoli segnali di ripresa: crescono comuni, Anas e Ferrovie

Alessandro Lerbini

Lievi segnali di crescita per il mercato dei lavori pubblici. Il primo bimestre dell'anno, secondo le rilevazione del Cresme, mostra un incremento del numero dei bandi e dei valori messi in gara rispetto allo stesso periodo del 2013. In particolare sono stati promossi 2.322 bandi per un valore di 2,748 miliardi, pari a un aumento dello 0,8% per la quantità di avvisi e del 2,3% per gli importi dei lavori.

ENTI APPALTANTI
Comuni, aziende speciali, Anas e Ferrovie chiudono il periodo con segni positivi. Le amministrazioni comunali hanno indetto 1.420 bandi per 834 milioni (+47% per i valori nonostante una lieve flessione del 2% per le gare), le ex municipalizzate hanno pubblicato 183 lavori (+59%) per 669 milioni (+15%), l'Anas ha promosso 50 lavori (+8%) per 366 milioni (+1.412%) mentre le Ferrovie hanno messo sul mercato meno opere (30, -30%) ma più ricche: 309 milioni (+27%). Anche l'edilizia sanitaria segue lo stesso andamento con 61 appalti (-30%) per 131 milioni (+55%), male invece l'edilizia abitativa che perde il 55% per i bandi (23) e il 63% per gli importi (-12%).

CLASSI D'IMPORTO
I sette bandi oltre i 50 milioni promossi tra gennaio e febbraio hanno totalizzato 988 milioni (+6%). Stabile la fascia tra 15 e 50 milioni con 14 gare (due in più rispetto al primo bimestre 2013) per 384 milioni (+0,1%), mentre frenano i lavori inseriti nella fascia tra uno e cinque milioni (254 per 579 milioni, calo dell'11% per il numero e del 6% per il valore).
La sorpresa arriva dalla piccole opere che fanno segnare un'inversione di tendenza dopo le perdite degli ultimi tre anni: tra 500mila euro e un milione sono stati rilevati 237 appalti (+16%) per 173 milioni (+19%), tra 150mila e 500mila euro sono stati promossi 645 interventi (+23%) per 190 milioni (+31%).

REGIONI
Il Piemonte guida la classifica per regioni con 420 milioni (+321%) davanti alla Lombardia (323 milioni, -61%) , al Veneto (318 milioni (+295%) , alla Sicilia (288 milioni, +20%) e alla Campania (268 milioni, +80%). Rallenta il Lazio, che con 82 milioni perde il 65% degli importi rispetto ai primi due mesi del 2013.


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