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Prato approfitta del decreto Fare: appalti in 28 mini-lotti per favorire le Pmi

Silvia Pieraccini

Sfruttata la norma che impone alle amministrazioni di suddividere gli appalti salvo diversa decisione motivata nella delibera a contrarre. Il sindaco: l'obiettivo è far ricadere gli investimenti in città e muovere l'economia del settore edile

Il Comune di Prato approfitta delle disposizioni del decreto del Fare - che impongono alle amministrazioni (salvo diversa decisione motivata) di suddividere gli appalti in lotti funzionali per favorire la partecipazione alle gare delle piccole e medie imprese – e vara un pacchetto di "mini-lavori" del valore complessivo di quasi 10 milioni, da mandare in gara nei prossimi mesi.

I lotti (28 in tutto), in larga parte relativi a lavori di manutenzione e sicurezza stradale, partono da 50mila euro e arrivano a un massimo di 500mila euro (solo uno è di 520mila euro). «Abbiamo sfruttato le disposizioni del decreto del Fare varato dal Governo – spiega il sindaco Roberto Cenni – che permette di suddividere i lavori in lotti fino a 500mila euro per poterli appaltare tramite gare a invito, e favorire così le aziende del territorio. L'obiettivo è far ricadere gli investimenti in città e far muovere l'economia del settore edile».

È così che due milioni verranno destinati, in quattro lotti diversi da 500mila euro ciascuno, a riqualificare spazi pubblici, viabilità, piazze e parcheggi; altri due milioni, divisi sempre in quattro lotti da 480, 500 e 520mila euro, saranno destinati a interventi di manutenzione straordinaria e eliminazione di barriere architettoniche; altri 1,4 milioni, divisi in quattro lotti, andranno alla segnaletica stradale e per aumentare la sicurezza.

Nessuna suddivisione artificiosa dei lotti per aggirare le norme sulle gare aperte, sostiene il Comune di Prato, ma – come previsto dal decreto del Fare – capacità dei singoli lotti di assolvere autonomamente alle esigenze dell'amministrazione.

In effetti, la legge di conversione del decreto del Fare potenzia le misure previste nell'articolo 2 del Codice appalti per favorire la partecipazione delle Pmi alle gare di appalto, rafforzando l'obbligo di suddivisione funzionale delle prestazioni, ove possibile ed economicamente conveniente, stabilendo (art. 26 bis) che nella determinazione a contrarre le stazioni appaltanti debbano indicare la motivazione della mancata suddivisione dell'appalto in lotti che, per i lavori, si può desumere dall'unitarietà del progetto in rapporto all'opera da aggiudicare.


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