Bollettino Bandi

False attestazioni Soa: arresti e sequestri a Roma e Napoli

Figurava come semplice impiegato della società Axsoa ma in realtà viaggiava con un aereo privato e disponeva di una lussuosa villa in Costa Smeralda, in Sardegna.
Si tratta di Mario Calcagni, romano di 62 anni, uno dei nove destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Simonetta D'Alessandro che ha portato alla luce un giro di false attestazioni per ottenere appalti pubblici.

La società Axsoa, finita al centro dell'inchiesta della procura di Roma, come tutte le Soa è incaricata di valutare e attestare le idoneità delle imprese al fine di aggiudicarsi appalti pubblici. Secondo quanto accertato dagli investigatori del nucleo speciale tutela mercati della Guardia di Finanza gli indagati, ai quali è contestata l'associazione a delinquere, avevano messo in piedi un meccanismo di cessioni fittizie di rami aziendali al fine di poter poi certificare le idoneità alle gare d'appalto. I finanzieri hanno accertato decine di operazioni fittizie per cessioni di rami aziendali che andavano avanti sin dal 2006.
Si tratta di cessioni che erano in realtà solo cartacee, rami aziendali fittizi che erano dei veri e propri involucri vuoti. Effettuate numerose perquisizioni e sequestri a Roma e Napoli: per un valore pari a 7 milioni di euro sono stati sequestrati appartamenti, ville e terreni a Roma, Napoli, Cosenza e Latina oltre a quote societarie, veicoli e moto.

Secondo l'accusa al vertice dell'organizzazione c'era proprio Mario Calcagni, ritenuto dal gip il «dominus del disegno criminoso» e colui che, anche se figurava come impiegato della Axsoa, ha ricevuto i maggiori introiti dal giro d'affari illegale. Quali componenti di una Soa, i dipendenti sono equiparati a pubblici ufficiali e per questo è stato contestato anche il reato di corruzione. Gli altri reati contestati sono falso ideologico, trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio. «L'indagine - ha detto il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi - è partita da una operazione di fusione e incorporazione da parte della società al centro dell'inchiesta finita nel mirino dell'autorità di
vigilanza. Si tratta di una vicenda che ha grandi ripercussioni in un settore come quello degli appalti pubblici che viene alterato da queste pratiche illegali».

Oltre a Calcagni sono finiti agli arresti la legale rappresentante della società Axsoa, Rosa Spinelli, una delle dipendenti, Samanta Coccia Colaiuta e i complici Gianluca Torelli, Fabrizio Poggi e Luca Pinardi. Ai domiciliari sono finiti Antonio Coccia Colaiuda, Gino Sorvillo e Raffaella Bigonzi. Il gip D'Alessandro ha inoltre emesso nove misure di divieto temporaneo ad esercitare impresa nei confronti di altrettanti imprenditori che hanno illecitamente acquisito le attestazioni contestate. Contestati anche diversi reati tributari per l'emissione di una serie di fatture di operazioni inesistenti compiute nel corso degli anni.


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