Bollettino Bandi

Ance Venezia contro il Comune: «Più attenzione alle imprese locali»

«Nelle gare d'appalto con procedura negoziata che riguardano soprattutto i lavori stradali in terraferma, il Comune di Venezia tende a prediligere le imprese che hanno sede fuori provincia». Ance Venezia, l'associazione provinciale dei costruttori edili, chiede all'amministrazione comunale «più attenzione a chi opera nel territorio e svolge, con la sua rete di maestranze, collaboratori, subappaltatori e fornitori una funzione di sostegno per l'economia locale».

«Le imprese Ance - denuncia Ugo Cavallin, presidente di Ance Venezia - sono disperate ed esasperate di fronte al comportamento del Comune di Venezia. Non è in discussione la legittimità delle procedure adottate sotto il profilo giuridico, ma crediamo che ogni Comune sia chiamato ad assolvere anche ad una funzione sociale, pur nel rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento».

Cavallin cita alcuni esempi: «In una gara dello scorso marzo (690 mila euro) sono state invitate 14 imprese di cui ben 9 di fuori provincia; in maggio (gara da 160 mila euro), su 15 imprese invitate 3 sole erano veneziane; in agosto (gara da 390 mila euro), su 10 imprese, ne sono state invitate solo due della nostra provincia. E non ha importanza la circostanza
che, in alcuni di questi casi, la gara sia stata vinta da un'impresa veneziana. Molte nostre aziende, non essendo invitate, sono state private sin dall'origine della possibilità di
eseguire i lavori».

«La scelta di rivolgersi a imprese esterne, anche di fuori regione, sorprende ancora di più se si considera che si tratta principalmente di lavori di manutenzione, vale a dire proprio la tipologia di lavori che, per sua natura, presuppone conoscenza capillare del territorio e capacità di
intervenire in tempi brevi». «Sia chiaro - conclude Cavallin - non invochiamo anacronistiche misure a protezione del mercato e dell'imprenditoria locali, ma pretendiamo un impegno formale che garantisca che le nostre imprese siano messe nella condizione di competere al pari delle altre».


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