Bollettino Bandi

Comuni, Anas e Ferrovie: crollano i bandi e affonda il mercato degli appalti

Mauro Salerno

Oltre alla crisi dei pagamenti, 2012 con il freno a mano tirato anche per i nuovi investimenti in opere publiche da parte di Comuni (-44,5%), Anas (-26,8%) e Ferrovie (-45%)

Spetta a Comuni e grandi committenti pubblici la palma nera degli appalti del 2012. Se il bilancio dei lavori pubblici l'anno scorso si è chiuso con un pesante crollo - importi in calo del 21,7% dopo il leggero aumento (+3,8%) registrato nel 2011 - si deve soprattutto alla pessima performance registrata da Comuni, Anas e Ferrovie, tradizionalmente gli enti appaltanti più prolifici nel campo delle opere pubbliche (clicca qui per scaricare la tabella con tutti i dati ).

Comuni. Sui Comuni non è difficile scommettere che abbia pesato molto la necessità di rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità interno. E non solo sulla capacità di spesa che ha dispiegato tutti i suoi effetti negativi sulla stretta ai pagamenti nei confronti delle imprese, ma anche su quella di impegnare risorse per nuovi investimenti attraverso la pubblicazione di nuovi bandi. In base ai numeri elaborati dal Cresme i Comuni hanno garantito interventi per solo 4,8 miliardi sui 23,99 totali. Un contributo praticamente dimezzato rispetto agli 8,7 miliardi registrati un anno prima (-44,5%). Il tutto a fronte di un numero di avvisi rimasto sostanzialmente invariato, anzi leggermente aumentato (+2,7%) rispetto al 2011 (9.873 bandi contro 9.612). A calare dunque è stato l'importo medio delle opere mandate in gara, non il loro numero.

Anas. Anche l'ex ente strade è apparso in grave difficoltà sia sul fronte dei pagamenti che su quello dei nuovi investimenti nel 2012. Sul primo fronte la situazione si è risolta a fine anno, anche grazie ai 400 milioni sbloccati dal decreto sviluppo-bis e subito destinati al pagamento delle imprese in credito. Sul secondo i dati forniti dal Cresme regalano la fotografia di un mercato degli appalti stradali in forte contrazione, con inevitabili ripercussioni sull'universo di imprese - dai costruttori fino ai posatori di bitume e di barriere stradali - che gravitano intorno a quel settore. Nel 2012 l'Anas ha pubblicato soltanto 520 bandi contro i 661 contati l'anno prima (-23,6%). In termini di importo si è passati da 3,98 a 2,9 miliardi, lasciando per "strada" più di un quarto (-26,8%) del mercato pubblico indotto dalla necessità di incrementare e ammodernare il nostro patrimonio di infrastrutture stradali.

Brusca frenata anche dalle società concessionarie. In questo caso la caduta è stata del 24,2% (da 620 a 470 milioni) a fronte di un numero di avvisi solo lievemente ridotto (86 bandi contro i 93 dell'anno prima)

Ferrovie. Anno nero anche per gli appalti ferroviari. Gli investimenti delle Ferrovie passati attraverso la pubblicazione di nuovi bandi di gara hanno subito un drastico ridimensionamento nel 2012. L'osservatorio Cresme ha contato 204 bandi, pochi in meno ai 230 rilevati nel 2011. Anche in questo caso a crollare è stato l'importo medio degli interventi. Il valore complessivo dei nuovi cantieri mandati in gara si è praticamente dimezzato, passando dai 2,27 miliardi del 2011 agli 1,2 miliardi dell'anno scorso.


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