Bollettino Bandi

Tempi più snelli e maggiori garanzie con la procedura negoziata

Alessandro Lerbini

Monza studia di applicarla solo ai bandi fino a 500mila euro. In crescita il numero di aggiudicazioni

La procedura negoziata piace alla pubblica amministrazione. Crescono le opere fino a un milione di euro che vengono assegnate senza indizione di bando ma il complesso apparato che sta dietro a un lavoro edile assegnato da un ente locale mostra criticità che vanno oltre la formula di gara scelta.
Un'analisi "sul campo" la fornisce Barbara Sardi, responsabile dell'ufficio appalti del Comune di Monza: «La scelta di assegnare un lavoro tramite una procedura negoziata oppure aperta – dichiara – mi arriva direttamente dal dirigente del settore di competenza. Per quanto mi riguarda la differenza non è tanto sui tempi, visto che tra i 15 giorni della trattativa privata e i 26 del bando non c'è un grosso divario, ma è sulle garanzie. Infatti la procedura negoziata ci tutela di più.

Possiamo chiamare imprese conosciute e in possesso di Soa, cosa che non avviene con il bando aperto dove ci è capitato di tutto: grazie all'avvalimento si sono presentate imprese di pulizie per fare lavori da due milioni. Con questa crisi le aziende ci provano con qualsiasi espediente, ma noi dobbiamo assegnare i lavori a ditte che hanno i requisiti e la qualità».
Sull'innalzamento della procedura negoziata fino a un milione di euro rimane qualche riserva: «Stiamo studiando – afferma Sardi – se applicarla solo fino a 500mila euro per dare una maggiore trasparenza. In ogni caso, così come previsto dalla legge, pubblichiamo tutti gli esiti sul nostro sito».
Anche Monza, però, deve fare i conti con il patto di stabilità. «I soldi li abbiamo – sostiene – ma non li possiamo spendere. E questo purtroppo comporta tempi sempre più lunghi per saldare le imprese. Nei capitolati scriviamo che pagheremo a 120 giorni, ma di fatto siamo arrivati a due anni di attesa e questo sta scoraggiando molte imprese».

Un caso emblematico legato a questa situazione ha riguardato la procedura negoziata per l'affidamento delle opere di illuminazione e arredamento nel Museo ex casa degli Umiliati, un'opera dal valore di 284mila euro. All'avviso erano state invitate 17 imprese delle province di Milano, Brescia, Bergamo, Monza Brianza, Como, Varese, Mantova e Roma ma alla fine la gara è stata dichiarata deserta per mancanza di offerte. Nessuna, infatti, dopo il sopralluogo, ha ritenuto conveniente effettuare il lavoro a causa delle incertezze sui tempi di pagamento.

Tempi più corti e maggiori certezze sulle imprese con la procedura negoziata a Voghera. «Non pubblichiamo l'avviso e applichiamo il principio di rotazione – dichiara Maria Luisa Beccaria, responsabile dell'ufficio appalti –. Non abbiamo un albo ma chiamiamo soggetti che hanno lavorato con noi o che si presentano ai nostri uffici. Le esperienze sono fino a ora positive. A volte comunque scegliamo la procedura aperta quando l'opera lo richiede e quando vogliamo la massima affluenza di imprese. In primavera per dei lavori di sistemazione idraulica da 200mila euro si sono presentate 147 imprese. È chiaro che per gare simili la verifica delle offerte porta via diversi giorni che poi vengono spalmati su più settimane con un conseguente allungamento dei tempi. In ogni caso con la procedura negoziata risparmiamo i costi di pubblicazione dei bandi».

I dati sulle aggiudicazioni forniti dall'osservatorio Cresme Europa Servizi mostrano una crescita delle procedure negoziate: nei primi sei mesi del 2012 sono state assegnate tra tutte le classi d'importo 2.542 bandi per un importo di 550 milioni. Rispetto allo stesso periodo del 2011 il numero cresce del 45% e il valore del 76,2 per cento.


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