Bollettino Bandi

I Comuni dimezzano gli importi dei lavori pubblici

Alessandro Lerbini

In negativo anche le grandi opere. Segni positivi dal Nordest e dal Mezzogiorno

Il mercato dei lavori pubblici continua nella sua caduta libera. Alla fine del terzo trimestre i dati del Cresme Europa Servizi sono di 12.043 bandi di lavori pubblicati dall'inizio dell'anno per un importo di 18,021 miliardi di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2011 il numero di avvisi perde il 4,4% e il valore il 16,7 per cento.

La capacità di spesa in opere pubbliche delle amministrazioni comunali si è dimezzata. Pur confermando lo stesso numero di avvisi (7.175, -0,4% nel confronto con l'anno scorso), il valore dei lavori ha toccato quota 3,763 miliardi: il 47% in meno. Segno che solo i piccoli tagli trovano ancora spazio nelle bacheche degli albi pretori, mentre i lavori medio-grandi rimangono nel cassetto insieme ai fondi bloccati dal patto di stabilità.

Dopo diversi mesi in positivo, l'Anas chiude il periodo con numeri in calo. A pesare è il risultato di settembre che mette a confronto i 3,1 miliardi del 2011 contro i 133 milioni di quest'anno. Dopo i primi nove mesi i bandi pubblicati sono 413 (-3,7%) per 2,6 miliardi (-23%). In ribasso anche le Ferrovie (con 165 avvisi per un miliardo, rispettivamente -9% e -38%), e le concessionarie dell'Anas con 66 appalti per 423 milioni (-18% e -27%).

Per la prima volta dall'inizio dell'anno anche le grandi opere vanno in negativo. Se si esclude il micro e quasi impercettibile miglioramento della fascia tra cinque e 15 milioni (+0,1% per i valori), tutte le classi d'importo chiudono il periodo con il segno meno. Per i bandi oltre i 50 milioni la flessione è del 2,2% per il numero e del 24% per gli importi (7,5 contro 9,8 miliardi). Anche le opere medio-alte sono in calo (-11% sia per il numero che per gli importi nella fascia 15-50 milioni) mentre per i piccoli lavori tra 500mila euro e un milione le perdite hanno raggiunto quasi il 30 per cento.
Tra le macroaree, i dati positivi nella classe superiore ai cinque milioni sono solo quelli del Nordest (+7,8% per le gare), del Sud (+19% per i valori) e delle Isole (+9% e +5% per i due indici).


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