Ambiente e Trasporti

Meno controlli ambientali per rilanciare le costruzioni (ma negli Usa)

Q.E.T.

L'ultima decisione di Trump: allentare le regole sulle tutele ambientali per agevolare la realizzazione di autostrade, miniere e oleodotti

L'amministrazione Trump, riferisce l'Agenzia Radiocor, ha annunciato l'intenzione di allentare le regole sui controlli ambientali in modo da facilitare la costruzione di autostrade, miniere e oleodotti, come parte del suo progetto di deregolamentazione sposato sin dal 2017. In virtù di una legge del 1970, il National Environmental Policy Act (Nepa), tutti i progetti di grandi opere devono essere approvati da uno studio sul loro impatto ambientale da parte dell'agenzia federale competente. Le associazioni ambientaliste e le popolazioni locali hanno sfruttato la legge nelle loro campagne, riuscendo a bloccare o a posticipare la realizzazione di molti progetti. Secondo il presidente Donald Trump, che ha accolto le rimostranze degli imprenditori, la legge «può far aumentare i costi, far deragliare importanti progetti e minaccia l'occupazione». Il governo non può cambiare una legge, ma può modificare le regole di applicazione: esenterà dai controlli, quindi, le grandi opere finanziate privatamente.

Inoltre, il piano prevede di eliminare il bisogno, per le agenzie di valutazione, di considerare "gli impatti cumulativi" dei progetti, che includono lo studio delle conseguenze sul riscaldamento del pianeta della maggiore emissione di gas serra. Inoltre, il piano prevede che la revisione di un grande progetto si concluda entro due anni (al momento, la media è di 4 anni e mezzo) e quella di progetti minori entro un anno. I cambiamenti proposti appariranno domani nel registro federale; dopo una finestra di 60 giorni per i commenti pubblici e due audizioni pubbliche, sarà presentato il testo definitivo. La nuova interpretazione della legge renderebbe molto più facile costruire gli oleodotti, negli ultimi anni finiti al centro delle battaglie degli attivisti contro l'inquinamento ambientale; per esempio, i progetti per gli oleodotti Keystone XL e Dakota Access hanno subito numerosi rinvii nel corso dell'amministrazione Obama: il primo non è stato ancora costruito, il secondo è entrato in funzione nel 2017.


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