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A San Pietro ora ogni cosa è illuminata (con la tecnologia di 100mila led digitali)

M.Fr.

Svelata la nuova illuminazione della Basilica con l’installazione di corpi illuminanti forniti dall’azienda Osram

Una nuova illuminazione che produce l’effetto di un restauro. La “magia”, tutta tecnologica, si deve all’azienda tedesca Osram, intervenuta nella Basilica di San Pietro. Dopo quasi due anni di lavoro, la scorsa settimana è stata svelata la nuova illuminazione della chiesa più famosa del mondo.

L’azienda ha impiegato 780 apparecchi speciali e circa 100mila led per illuminare 22mila mq della Basilica e 10mila mq di superfici a mosaico. Non solo. Gli apparecchi sono governati da un sistema di controllo molto sofisticato che consente una ampia possibilità di prevedere vari scenari, a seconda delle esigenze liturgiche.

L’effetto restauro viene apprezzato soprattutto sulle volte delle cappelle e sui mosaici delle cupole negli ottagoni delle navate laterali. Finora, infatti, queste ultime non erano illuminate. «La nuova illuminazione risponde perfettamente alle esigenze di culto, preghiera e celebrazione, in particolare quando è presente il Santo Padre. Ma abbiamo raggiunto anche un altro scopo grazie a questa illuminazione “intelligente”: la possibilità di ammirare la bellezza architettonica della Basilica», ha sottolineato il cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica.

«L'innovativa illuminazione a led con una elevata qualità spettrale e una efficace distribuzione fotometrica su piani asimmetrici, ottenuta con opportuni riflettori, ha significativamente ridotto l'abbagliamento e incrementato la percezione dei profili architettonici sopra e sotto la trabeazione. Considerando poi la particolare geometria e le ridottissime dimensioni meccaniche, tutti gli apparecchi risultano ora mimetizzati e integrati negli elementi architettonici. L'efficienza dei dispositivi ha consentito una sostanziale riduzione del numero degli apparecchi, che insieme al sistema di controllo digitale, ha consentito così una sensibile riduzione del consumo energetico fino al 90% rispetto alla soluzione “ante operam”», ha sottolineato Carlo Maria Bogani, direttore esecutivo del progetto per Osram Italia.


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