Ambiente e Trasporti

Mobilità, domina il mezzo privato: due spostamenti su tre in auto ma crescono car e bike sharing

G. La.

Sono i dati più rilevanti contenuti nel quattordicesimo rapporto sulla mobilità di Isfort e preparato per fornire una fotografia dei 40 milioni di ore che gli italiani dedicano ogni giorno a spostarsi

Il dominio del mezzo privato, con quasi 38 milioni di automobili in circolazione, resta la caratteristica del nostro paese: due spostamenti su tre si fanno in auto. Anche se sul mercato si affacciano nuove tendenze: crescono nel 2016 le forme di mobilità sostenibile, che occupano poco meno di un terzo della torta. E, soprattutto, cominciano a fare massa critica fenomeni come il car e il bike sharing, che valgono circa 15 milioni di spostamenti ogni anno, principalmente nelle grandi città. Sono i dati più rilevanti contenuti nel quattordicesimo rapporto sulla mobilità di Isfort, realizzato con l'apporto di Asstra e Anav, e preparato per fornire una fotografia dei 40 milioni di ore che gli italiani dedicano ogni giorno a spostarsi.

In termini generali, per effetto della crisi, negli ultimi anni la domanda complessiva di mobilità si è notevolmente contratta: -20,1% dal 2008. Allo stesso modo, si è ridotta la lunghezza media degli spostamenti. In questo quadro, il dominio incontrastato dell'automobile è tutto nei numeri che individuano la distribuzione percentuale degli spostamenti con diversi mezzi. L'auto alla fine del 2016 copriva una quota pari al 65,3%, in costante ascesa negli ultimi anni: nel 2001 eravamo al 57,5 per cento. Se i due terzi del mercato vengono coperti dalle macchine, le forme di trasporto pubblico (bus, metro, treno, tram) occupano il 6,6% tutte insieme. Circa il 3% degli spostamenti avviene in moto e il 3,3% in bicicletta. Mentre la combinazione di mezzi vale il 4,6 per cento. Completa il quadro il 17,1% degli spostamenti fatti a piedi.

Questi stessi numeri, però, possono essere letti sotto un'altra luce. La quota occupata da tutte le forme di mobilità sostenibile nel 2016 sta, infatti, ricominciando a salire, dopo un passaggio a vuoto. Complessivamente mezzi collettivi, bici e trasferimenti a piedi valgono oltre il 31% del totale: è il dato migliore dal 2010 a oggi. E, nel corso del 2017, potrebbe essere ulteriormente rafforzato, per effetto del circuito virtuoso creato da alcune politiche a livello nazionale e locale, ad esempio su investimenti in materiale rotabile e infrastrutture. Anche se va sottolineata la spaccatura che resta tra grandi e piccole città. Sopra i 250mila abitanti la mobilità sostenibile vale già quasi la metà del totale degli spostamenti (48,5%). Nei Comuni con meno di 10mila abitanti siamo appena al 22,9 per cento.

E proprio le grandi città stanno dando un volume rilevante a un fenomeno con grandi potenzialità di sviluppo futuro: la mobilità condivisa. Il car sharing impegna, complessivamente, 5.400 veicoli e 700mila iscritti. Mentre il bike sharing mette insieme 13mila bici in condivisione con 200mila iscritti. In totale, tra le due forme di trasporto è possibile stimare nel 2016 circa 15 milioni di spostamenti ogni anno in mobilità condivisa: poco più di 40mila spostamenti al giorno. Sono numeri destinati a crescere, anche se al momento la quota di mercato è ancora piuttosto piccola. Per fare un confronto, in un giorno feriale medio solo in automobile vengono effettuati circa 75 milioni di spostamenti.


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