Ambiente e Trasporti

Stop alle discriminazioni: l'Autorità dei trasporti avvia il procedimento sulle infrastrutture portuali

Giuseppe Latour

L'obiettivo: garantire un accesso equo a tutti gli operatori che oggi lavorano nei porti

Stop alle discriminazioni nell'accesso alle infrastrutture portuali. È questo l'obiettivo della procedura appena avviata dall'Autorità dei trasporti: garantire un accesso equo a tutti gli operatori che oggi lavorano nei porti. Fissando paletti in termini di contabilità, trasparenza dei costi, determinazione delle tariffe. Il Consiglio dell'Art ha, infatti, appena deliberato l'avvio di un procedimento che punta a comporre un atto di regolazione nella delicata materia.
Nelle prossime settimane, attraverso il sito web dell'Autorità, sarà lanciata una "call for input" (consultazione preliminare) dei soggetti interessati, invitati a presentare propri contributi, secondo una griglia di domande funzionali alla redazione di un successivo atto regolatorio. La procedura dovrà condurre ad adottare "un atto di regolazione contenente principi e criteri per garantire l'accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture portuali".

Alla fine della fase preliminare, l'Autorità predisporrà un insieme di misure specifiche e dettagliate sugli aspetti economici dell'accesso alle infrastrutture portuali, come obblighi di separazione contabile, obblighi di contabilità regolatoria, criteri per la determinazione delle tariffe, determinazione della trasparenza dei costi, in linea con gli obiettivi di assicurare una sempre maggiore competitività dei servizi portuali italiani, a vantaggio e beneficio delle imprese che svolgono le proprie attività nei porti. Le misure dell'Autorità saranno, anche in questo caso, ispirate ad agevolare la spinta dell'innovazione tecnologica ed a rendere la catena logistica italiana più competitiva nel confronto con la concorrenza europea.

Alla redazione delle misure regolatorie che l'Autorità varerà, contribuiranno anche i risultati delle diverse istruttorie avviate dall'Autorità presso alcuni porti italiani, a seguito di segnalazioni riguardanti presunte violazioni dei principi dell'accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture portuali, nonché profili attinenti all'assegnazione delle concessioni ed all'individuazione delle destinazioni funzionali delle aree portuali. L'atto in questione completa un percorso che ha riguardato anche altre modalità nei mesi scorsi: interventi simili, infatti, ci sono stati sui servizi di manovra ferroviaria e precedentemente nei settori aeroportuale, autostradale e ferroviario.


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