Ambiente e Trasporti

Trasporti, 114 progetti dal valore di 100 milioni richiesti nel bando per la mobilità sostenibile

Giuseppe Latour

Coinvolti 483 enti locali, distribuiti sull'intero territorio nazionale, con esclusione della Basilicata e della Valle d'Aosta. Tra gli enti capofila spiccano molte Città metropolitane, come Napoli, Roma, Torino e Venezia

Più di 100 milioni di euro di richieste per 114 progetti, divisi tra 483 enti locali. A fronte di una disponibilità di 35 milioni di euro. Sono questi i risultati del bando per i progetti di mobilità sostenibile, lanciato dal ministero dell'Ambiente lo scorso ottobre, in attuazione del collegato ambientale, e appena chiuso. Tra le amministrazioni capofila ci sono diverse grandi città, come Napoli, Roma, Torino e Venezia. Visto il grande successo, adesso, sarà decisivo il lavoro della commissione di valutazione, costituita a novembre.

Il decreto n. 208 del ministero dell'Ambiente, che definisce il programma sperimentale sulla mobilità sostenibile, datato 20 luglio 2016, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 12 ottobre scorso. Qui venivano indicate le modalità e i criteri per la presentazione dei progetti, in attuazione dell'articolo 5 del collegato ambientale (legge n. 221 del 2015). Le amministrazioni, nello specifico, hanno potuto presentare le loro domande di partecipazione al bando entro la scadenza fissata del 10 gennaio 2017.

A disposizione ci sono 35 milioni di euro per la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. Ad accedere ai finanziamenti saranno gli enti locali con una popolazione superiore ai 100mila abitanti, con l'esclusione di quelli che non rispettano i loro obblighi di comunicazione in materia di qualità dell'aria. Il ministero potrà coprire una percentuale compresa tra il 60 e l'80% dei costi totali ammissibili, fino a un massimo di un milione per i Comuni singoli e tre milioni per quelli aggregati. L'importo minimo di cofinanziamento sarà di 200mila euro.

Nello specifico, il decreto elenca le tipologie di interventi che potranno essere finanziati: realizzazione di servizi e infrastrutture di mobilità collettiva a basse emissioni, incluse iniziative di piedibus, car-pooling, car-sharing, bike-pooling, bike-sharing, scooter sharing, infomobilità; realizzazione e adeguamento di percorsi protetti per favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro a piedi e in bicicletta, tra cui le corsie ciclabili e le zone 30 (strade con limite di velocità a 30 chilometri orari); realizzazione di programmi di formazione ed educazione di sicurezza stradale e di guida ecologica; realizzazione di programmi di riduzione del traffico, dell'inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici, delle università e delle sedi di lavoro; cessione a titolo gratuito di "buoni mobilità" e concessione di agevolazioni tariffarie relative a servizi pubblici o di incentivi monetari ai lavoratori e agli studenti che usano mezzi di trasporto a basse emissioni; realizzazione di altri progetti finalizzati a promuovere e incentivare la mobilità

Adesso, dopo questa fase preparatoria, il ministero fa per la prima volta il punto sui risultati. Sono pervenuti in totale 114 progetti che coinvolgono complessivamente 483 enti locali, distribuiti sull'intero territorio nazionale, con esclusione della Basilicata e della Valle d'Aosta. Tra gli enti capofila spiccano molte Città metropolitane, come Napoli, Roma, Torino e Venezia. La richiesta complessiva delle risorse è di circa 103,5 milioni di euro a fronte dei 35 milioni di euro disponibili: siamo, quindi, circa 70 milioni sopra il tetto massimo. Con un decreto direttoriale di novembre 2016 è stata già istituita la commissione di valutazione dei progetti ed è stata avviata la valutazione delle istanze.


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