Ambiente e Trasporti

Ritardi, affollamento e zero investimenti: Legambiente mette in fila le 10 linee da incubo per i pendolari

Giuseppe Latour

Dalla Roma-Lido alla Circumvesuviana, passando per Reggio Calabria-Taranto e Pescara-Roma: in 15 regioni i treni sono stati ridotti e in 16 sono aumentate le tariffe

Ritardi, treni affollati, mezzi vecchi, colli di bottiglia infrastrutturali. Se l'offerta dei servizi ad alta velocità cresce in maniera continua, anno dopo anno, le condizioni del trasporto pubblico locale su ferro si deteriorano. Dice questo il rapporto Pendolaria di Legambiente del quale, come ogni anno, è stata appena pubblicata una consistente anticipazione, che mette in fila le dieci peggiori linee italiane. Dalla Roma-Lido alla Circumvesuviana, passando per Reggio Calabria-Taranto e Pescara-Roma ci si muove in un quadro drammatico: in 15 regioni, infatti, i treni sono stati ridotti e in 16 sono aumentate le tariffe.

Il rapporto sarà chiuso a gennaio del 2017, ma una prima analisi consente già adesso di mettere in fila le dieci linee peggiori. Nel complesso, in Italia sono quasi 3.300 ogni giorno i treni del servizio regionale. Il 69% dei treni in circolazione supera i 15 anni d'età, con differenze marcate tra le regioni del centro-nord e quelle del sud. Nel dettaglio, la regione con la più alta età media dei treni è l'Abruzzo, con 24,1 anni di età, seguito dalla Basilicata con una età media dei treni di 23,3 anni e dalla Sicilia, con 23,2. L'età media nazionale è pari a 17,2 anni, migliorata rispetto allo scorso anno (era 18,6), per gli investimenti di alcune Regioni, per i nuovi contratti di servizio con Trenitalia che prevedono la sostituzione di 450 treni e, in alcuni casi, per la dismissione di quelli più vecchi (Puglia e Lombardia).

Complessivamente dal 2010 a oggi, a seguito della riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, si possono stimare tagli nel servizio ferroviario regionale pari al 6,5% e negli intercity del 19,7%. Solo in pochissime regioni è aumentato il servizio (il caso migliore è la Provincia di Bolzano), in tutte le altre è stato ridotto o è numericamente rimasto uguale ma con tagli su alcune linee, mentre sono cresciute le tariffe. Alcuni pendolari, quindi, soffrono più di altri, in particolare nelle grandi città, dove i numeri di chi si muove ogni giorno sono enormi.

La classificazione delle linee tiene conto di un bestiario composto da qualità del servizio, proteste degli utenti per i problemi di ritardi e tagli dei treni, tipologia dei treni utilizzati (sia per capienza sia per età), disponibilità di orari adatti all'utenza pendolare, frequenza dei convogli, condizione delle stazioni.

A guidare la classifica ci sono ancora una volta Roma-Lido e la Circumvesuviana. Nella prima il servizio della linea suburbana gestita da Atac appare totalmente inadeguato alla domanda di spostamento dei circa 100mila studenti e lavoratori quotidiani. I circa 28 km della linea vengono coperti con lentezza esasperante da treni vecchi (spesso di oltre 20 anni), sovraffollati, privi di aria condizionata d'estate o riscaldamento d'inverno. La Circumvesuviana invece, collega un'area metropolitana di circa due milioni di abitanti e si estende per 142 chilometri distribuiti su sei linee e 96 stazioni. «Qui il pendolare – spiega il rapporto - non fa più caso ai ritardi». Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno ma oggi i numeri sono dimezzati.

Al terzo posto troviamo la Reggio Calabria-Taranto che assicura solo quattro collegamenti al giorno da Reggio Calabria a Taranto, per una durata minima di 6 ore e 15 minuti, ma con tre cambi e un tratto in pullman. Quarto posto per la Messina-Catania-Siracusa: «Su questa linea che collega tre grandi città siciliane, con intensi traffici commerciali e turistici negli ultimi 15 anni i treni si sono ridotti del 41% e viaggiano meno veloci. Grave è anche lo stato di degrado delle stazioni». La Cremona-Brescia occupa il quinto posto grazie a treni più lenti oggi di 15 anni fa (34 minuti nel 2002, 58 oggi), ritardi, soppressioni, carrozze sovraffollate, disagi dovuti allo spostamento del sottopasso di Brescia per i lavori dell'alta velocità.


La Pescara-Roma, al sesto posto, è una linea su cui pochissimi pendolari prendono il treno. Il motivo è che ogni giorno il numero di pullman è tre volte quello dei treni, e su gomma si viaggia più veloci e più comodi con collegamenti che vanno dalla mattina presto alla sera tardi. Chiudono la classifica, al settimo posto, i collegamenti per Casale Monferrato, con la linea per Vercelli e quella per Mortara che sono state chiuse a seguito del tagli decisi dalla Regione Piemonte. All'ottavo c'è la tratta Bari-Martina Franca-Taranto: è caratterizzata da binario singolo per gran parte della sua estensione. Al nono posto troviamo i 52 km a binario unico della Treviso-Portogruaro: negli ultimi mesi i servizi su questa linea hanno subìto un graduale peggioramento, con forte riduzione dei convogli soprattutto nel pomeriggio. Infine, tra le linee peggiori c'è anche la Genova-Acqui Terme, tratta con 46 km a binario unico, che ha subito forti tagli, caratterizzata da ritardi cronici dovuti a problemi durante l'attraversamento dei passaggi a livello.


«Il trasporto ferroviario pendolare deve diventare una priorità nazionale – conclude il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – negli investimenti e nelle attenzioni. Oggi non è così, e su troppe linee la situazione in questi anni è addirittura peggiorata, con meno treni, convogli vetusti, ulteriori tagli ad interi collegamenti. Emblematica è la situazione della Roma-Ostia Lido e della Circumvesuviana dove ogni giorno oltre 300mila persone subiscono le conseguenze di una gestione indegna per un paese civile. Ma questo non è più accettabile. Il nuovo Governo deve individuare le risorse per il rilancio del trasporto pendolare e procedere al commissariamento dove le Regioni non sono in grado di garantire il servizio».


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